Cronaca

Dottoressa aggredita da una donna contraria alla vaccinazione della madre 80enne

L'episodio è denunciato dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale di Pisa

La Federazione italiana dei medici di medicina generale di Pisa segnala il grave episodio avvenuto ieri, 6 maggio, ai danni di una dottoressa di medicina generale che, nell’ambulatorio dove sta sostituendo il medico titolare, è stata aggredita verbalmente e minacciata dalla figlia di una paziente ultra80enne che da tempo desidera sottoporsi al vaccino, ma viene ripetutamente fermata dalla familiare. Si tratta del secondo episodio che vede vittima la stessa professionista, che ha chiamato le forze dell’ordine e ha dato mandato al suo avvocato di intraprendere la conseguente azione legale. 

Questo il racconto della dottoressa raccolto dall'associazione, con la professionista che preferisce restare anonima per timore di ritorsioni: "Una paziente ultra80enne aveva più volte espresso la sua volontà di vaccinarsi; in più occasioni è però capitato che la figlia si opponesse, per motivi 'ideologici'. In un caso, la signora, che era già stata inserita nella lista, non si è presentata all’appuntamento perché la figlia l’ha annullato. La madre si era allora ripresentata in ambulatorio per chiedere un altro appuntamento, ma purtroppo ormai le liste vaccinali erano già chiuse. Le ho così indicato l’indirizzo dell’hub vaccinale, che in quel momento era a ingresso libero. Anche in questo caso, la signora non ha potuto vaccinarsi proprio perché la figlia si è rifiutata di accompagnarla. La donna è così ritornata in ambulatorio e le abbiamo fornito il numero verde regionale".

Si arriva al faccia faccia nel racconto: "Dopo questo ulteriore tentativo, però, abbiamo visto irrompere la figlia, che ha interrotto violentemente una visita che stavo svolgendo, spalancando fra urla e minacce la porta dell’ambulatorio. Sosteneva che io non sapevo nulla della madre, che quindi non dovevo vaccinarla perché noi medici lucriamo sulla campagna vaccinale e mi ha minacciato più volte dicendomi che mi avrebbe messo le mani addosso subito o che sarebbe tornata apposta per farlo. Dopo che per molti minuti non mi è stato possibile riprendere l’attività ambulatoriale a causa della sua presenza minacciosa, anche in rispetto degli altri pazienti che erano presenti. Ho chiamato i carabinieri, spiegando loro la situazione al telefono. Quando hanno provato a parlare con la signora, lei ha ripetuto le accuse nei miei confronti anche a loro e poi ha chiuso bruscamente la chiamata. Quando però la signora ha capito che le forze dell’ordine sarebbero arrivate in ambulatorio, se n’è andata, promettendo di ritornare per picchiarmi. Naturalmente siamo molto scossi da questo episodio".

Due settimane fa, la stessa dottoressa ha subìto una intimidazione da parte di un altro paziente. "Durante una telefonata - racconta - in cui gli consigliavo di fare il vaccino per tutelarsi viste le sue patologie (dopo che lui stesso aveva chiesto delucidazioni in merito) ha dato in escandescenze, inveendo fuori di sè che i medici sono corrotti, che la campagna vaccinale è dannosa, e simili. Credevo fosse finita lì, ma il giorno seguente il paziente si è presentato in ambulatorio, cercando di intimidirmi dicendo 'sono venuto per vederti in faccia', urlando minacce, offese, turpiloquio, impaurendo molto il personale dello studio e i pazienti, visibilmente alterato".

"Queste tensioni - analizza la professionista - sono di certo l’espressione di paure diffuse, ignoranza; ma i medici hanno difficoltà a trovare gli strumenti per essere figure socialmente affidabili, e i pazienti dimostrano di reagire visceralmente a questa mancanza di certezze".Luca Puccetti, segretario di Fimmg Pisa, commenta: "E’ inaccettabile che chi è in prima linea sia sottoposto a queste aggressioni assolutamente intollerabili. Questo fatto dimostra quanto sia necessaria e urgente una legislazione realmente efficace contro le aggressioni dei sanitari. Quella vigente non risolve i problemi".

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