Coronavirus, Conte firma il nuovo Dpcm: l'Italia divisa in tre zone

L'Italia divisa in zone rosse, arancioni e verdi. I divieti in ogni territorio. Le nuove regole sulle mascherine a scuola

Il nuovo Dpcm con il lockdown "soft" delle regioni, come riporta Today.it, è stato firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L'annuncio è arrivato dopo la mezzanotte ma il testo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: entrerà in vigore domani, 5 novembre, e durerà fino al 3 dicembre. Il tutto accade mentre il bollettino della Protezione Civile riporta 28.244 nuovi casi (lunedì 22.253) mentre l'incremento delle vittime è invece più netto: sono 353 in 24 ore (lunedì 233), mai così tanti dal 6 maggio. Preoccupano i posti in terapia intensiva chi si avvicinano alla soglia dei 2300 letti occupati fissata per esser ancora gestibile. 

Cosa c'è nel nuovo Dpcm

La firma è arrivata al termine di una lotta tra Governo e Regioni, con la diffusione della bozza nel pomeriggio mentre le riunioni con gli enti locali erano ancora in corso. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si è opposto al lockdown fino all'ultimo ma il suo territorio alla fine è finito nella "fascia rossa". Alla fine quindi si  divide davvero l'Italia in tre zone: zona rossa, zona arancione (o gialla, secondo le ultime notizie) e zona verde.
Le zone rosse sono quelle caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. E i controlli? Potranno essere solo a campione, fa sapere il Ministero dell'Interno. Queste zone si caratterizzano per:

  • Divieto di ingresso: "È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati". Sarà possibile entrare e uscire in e da una zona rossa soltanto per motivi di lavoro, salute o urgenza che vanno giustificati tramite il modulo di autocertificazione; 
  • Chiusura degli esercizi commerciali, tranne alimentari, tabaccai, edicole, farmacie e parafarmacie; al contrario di quello che c'era scritto ieri nella bozza, parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono aperti; 
  • Tutte le attività scolastiche si svolgono con didattica a distanza ma rimane la possibilità di svolgere laboratori ed altre attività a scuola una tantum;
  • Sono sospese tutte le attività sportive ma è consentito svolgere attività motoria.

Nelle zone rosse si applicano tutte le limitazioni previste anche nelle zone arancioni e in quelle verdi. Le zone arancioni sono quelle "caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto". In esse:

  • "È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati"; sono consentiti gli spostamenti necessari a garantire la didattica in presenza; 
  • "È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione";
  • Sono chiusi "bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio" e "fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze";
  • Il Ministero della Salute verifica settimanalmente la situazione ogni settimana ed emana ordinanze ogni 15 giorni.

Nelle zone arancioni (o gialle) si applicano anche le limitazioni previste in quelle verdi; Le zone verdi sono caratterizzate da:

  • coprifuoco alle ore 22;
  • autobus e mezzi di trasporto nazionali, regionali e provinciali hanno una capienza del 50%
  • La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori;
  • alle scuole elementari e medie è prevista l'attività in presenza con mascherina; 
  • I bar chiudono alle 18, sono chiusi cinema, mostre e musei, sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

Una novità che non era contenuta nelle bozze circolate ieri pomeriggio è la mascherina a scuola: in tutte le regioni in cui continueranno a frequentare in presenza i ragazzi di prima media e i bambini di elementari, asili e materne avranno l’obbligo di mascherina anche al banco (vale per tutte le Regioni).

Zone rosse, zone arancioni, zone verdi: le cinque regioni candidate alla chiusura

Oggi verrà reso noto l'elenco delle regioni più a rischio, che dovrebbero essere Piemonte, Lombardia e Calabria oltre alla provincia di Bolzano. In zona arancione dovrebbero esserci invece Campania, Puglia, Veneto, Liguria e Valle d'Aosta. Ma proprio sui dati, ovvero sui numeri che dovrebbero essere incontrovertibili, si è nel frattempo scatenata una polemica perché dovranno essere i presidenti di Regione a mettere la firma (e di conseguenza la faccia) sui provvedimenti. Per questo ieri i governatori hanno scritto una lettera a Conte in cui esprimono preoccupazione per i passaggi del Dpcm che "esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e Province autonome, ponendo in capo al Governo ogni scelta e decisione" e vogliono "un contraddittorio per l'esame dei dati" insieme ai tecnici dei dipartimenti regionali. 

Prima della firma del Dpcm da parte del premier Giuseppe Conte, i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza hanno inviato una risposta alle regioni nella quale si specifica che "il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome è ampiamente garantito dalla partecipazione diretta delle stesse in seno alla Cabina di regia, nonché dall'iter procedimentale costruito che contempla l'adozione, da parte del Ministro della salute, delle relative ordinanze, sentiti i Presidenti delle regioni interessate". Si promettono anche ristori rapidi:  "Per quanto riguarda le misure economiche e i ristori delle attività economiche oggetto di restrizioni si assicura che in questa settimana verrà approvato dal Consiglio dei Ministri un apposito decreto legge, che prevederà la tempestiva erogazione delle risorse".

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