Cronaca

Coronavirus, verso il primo Dpcm del Governo Draghi: confermata la suddivisione in colori dell'Italia

Le zone rosse, arancioni e gialle rimarranno fino a Pasqua. Il prossimo Dpcm scadrà il 6 aprile. Verso la conferma anche il coprifuoco e la chiusura di palestre e piscine. Intanto il governatore Giani pensa a microaree rosse

Mancano gli ultimi dettagli, ma la bozza del primo Dpcm targato Mario Draghi è già realtà: il prossimo decreto ministeriale entrerà in vigore alla scadenza di quello attualmente vigente, alla mezzanotte tra il 5 e il 6 marzo. Avrà una validità di un mese e quindi coprirà anche la Pasqua, che cade il 4 aprile. Verosimilmente i contenuti principali saranno in aperta continuità con quelli stabiliti dal predecessore di Draghi, Giuseppe Conte: conferma quindi per la suddivisione del Paese in fasce sul criterio dell'incidenza dei contagi.

L'obiettivo, mantenendo le zone gialle, arancioni e rosse, è quello di scongiurare il lockdown generale. Una sostanziale novità sul metodo di applicazione delle decisioni prese da Governo e Cts risiede però nelle tempistiche, come anticipato da Mariastella Gelmini, ministro agli Affari regionali e autonomie: "Le nuove eventuali misure di chiusura (ovvero le ordinanze firmate da Speranza) non scatteranno più dalla domenica, ma dal lunedì successivo. Questo  avevano chiesto le Regioni, e lo avevo condiviso, questo abbiamo ottenuto. Così aiutiamo anche le attività economiche che non perderanno il weekend di lavoro''.

Un cambiamento che potrebbe essere introdotto rispetto al Dpcm vigente è la definizione delle diverse aree di rischio. Più volte i governatori delle Regioni avevano chiesto, nelle scorse settimane, al Governo Conte una revisione in tal senso. Dagli ultimi aggiornamenti pare che l'esecutivo Draghi sia orientato a dare ascolto alle richieste delle Regioni. Resta aperto il confronto sul tema delle scuole: da più parti è arrivata la richiesta di valutarne la chiusura fino al completamento della vaccinazione del personale (docenti e collaboratori), ma su questo punto dal Governo filtra la volontà di non chiudere gli istituti a meno di situazioni sanitarie di difficile gestione. Decisamente più fluido il confronto sullo spostamento tra regioni: il blocco scadrà il prossimo 27 marzo, ma c'è la concreta possibilità che venga esteso sino alla scadenza del Dpcm, il 6 aprile.

Secondo altre indiscrezioni, per almeno un altro mese non potranno riprendere le attività di piscine e palestre, nemmeno per le lezioni singole come prevedeva il protocollo elaborato dal ministero dello Sport. Secondo il parere del Comitato tecnico-scientifico potranno riaprire soltanto quando arriveremo a un rapporto di 50 contagiati ogni 100mila abitanti.

Microaree rosse in Toscana

Nel frattempo la Toscana ha incassato la formale conferma di rimanere in zona arancione anche nella settimana che va da lunedì 1 a domenica 7 marzo. L'indicatore dell'Rt è ancora sotto la soglia di 1,25, che imporrebbe automaticamente lo scivolamente in fascia rossa. Ma Eugenio Giani ha chiarito che, per fronteggiare in modo più forte e plastico il diffondersi delle varianti, la Regione si doterà di microaree rosse nelle zone in cui l'incidenza dei contagi sarà maggiore.

Così è stata confermata la zona rossa per 9 giorni del Comune di Cecina, e in altre aree regionali è in corso il programma di screening di massa gratuito 'Territori sicuri': Barga in provincia di Lucca, Ponte Buggianese (Pistoia) e a Sovicille, in provincia di Siena. Proprio il pistoiese e il senese sono altri due territori sotto la lente d'ingrandimento delle istituzioni. L'alta incidenza dei nuovi casi, unita a una presenza più massiccia delle varianti inglese e brasiliana, potrebbe portare a novità nel giro di pochi giorni.

AGGIORNAMENTO: PISTOIA E SIENA ZONE ROSSE

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, verso il primo Dpcm del Governo Draghi: confermata la suddivisione in colori dell'Italia

PisaToday è in caricamento