Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Ecomafia in Toscana: il dossier di Legambiente con i dati provinciali

Un dossier che denuncia i numerosi reati che le organizzazioni criminali arrecano all'ambiente, come traffici sui rifiuti, incendi, aggressioni al patrimonio, abusivismo e racket degli animali

Legambiente presenta il dossier sulla criminalità ambientale in Toscana: la situazione generale milgliora ma aumentano gli incendi e le rotte dei traffici internazionali dei rifiuti, diminuiscono invece il racket degli animali e le aggressioni al patrimonio culturale. Rimane stabile  l'ecomafia del cosiddetto 'cemento illegale' che è uno dei settori più appetibili per gli investimenti dell’economia criminale.

A confermarlo la classifica nazionale per numero di infrazioni penali, dove la Toscana si trova al 6° posto, con il risultato di 722 persone denunciate e 98 sequestri effettuati . L’abusivismo in questa regione continua a distruggere soprattutto le aree di maggior pregio paesaggistico.

Purtroppo anche la regione si è contraddistinta per i numerosi casi di lottizzazioni abusive e i preoccupanti episodi di infiltrazione mafiosa nella gestione degli appalti pubblici, soprattutto legati alle costruzioni.  È il caso del clan Mallardo, storicamente radicato nel territorio campano, che ha da tempo intrapreso operazioni di reinvestimento nell’acquisto di terreni anche in Toscana. Nei territori in questione sono stati realizzati immobili con il contributo di soggetti imprenditoriali, dei quali è stato accertato il coinvolgimento. Per questo sono stati sottoposti a sequestro preventivo numerosi cespiti immobiliari, ritenuti riconducibili al clan anche  in provincia di Pisa, precisamente a Santa Maria a Monte.

Un altro settore dolente è quello dei rifiuti, dove nel 2012 si sono raggiunte cifre preoccupanti con 303 reati accertati, 7 persone arrestate, 378 denunciate e 103 sequestri effettuati su tutta la regione. In questo caso Pisa ha delle percentuali basse mentre Firenze è  la provincia con il numero più alto, seguita da Livorno, Siena e Arezzo. Intanto nell’arcipelago toscano 198 barili carichi di rifiuti tossici giacciono sul fondale dal dicembre scorso, persi da una nave cargo  e due semirimorchi nei pressi dell’Isola di Gorgona. Le operazioni di rinvenimento non sono ancora partite. Per questo, per bocca del presidente Enrico Rossi, ha chiesto agli organi competenti l’immediato recupero.

Il 2011 è stato definito un anno terribile sul fronte degli incendi, soprattutto in Toscana che è salita dall’ottavo al sesto posto a causa delle 607 infrazioni accertate, il triplo di quelle registrate nell'anno precedente.

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