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Edicola confiscata alla mafia in Borgo Stretto: "Le promesse non sono state mantenute"

I consiglieri comunali del Pd Picchi e Basta contro la Giunta: "Dopo la rimozione non è stato preso nessun provvedimento"

"Dopo 9 mesi le promesse non sono state mantenute". E' la posizione dei consiglieri comunali del PD, Olivia Picchi e Vladimiro Basta, sull'edicola di Borgo Stretto confiscata alla mafia e poi rimossa dal Comune diversi mesi fa. "E' passato più di un anno - scrivono Picchi e Basta in una nota - dal presidio che Libera aveva organizzato contro la rimozione dell'edicola. Al presidio, al quale era presente Don Ciotti, il sindaco si impegnò di fronte al rettore Mancarella a iniziare un confronto con Libera per la valorizzazione di quel luogo, per conservarne la memoria e definire insieme una nuova destinazione e rilancio del chiosco. Il manufatto fu poi rimosso di notte, i primi giorni dell'anno, di nascosto, senza nessun avviso all'associazione e senza che questo fosse preceduto da nessun confronto".

Dopo le reazioni di Libera incontrò l'associazione "insieme alla presidente della Commissione Cultura Maria Punzo la quale annunciò l'apposizione di una stele o targa a ricordo del manufatto. Dall'incontro uscì un impegno preciso di un percorso condiviso di ricollocazione dell'edicola (una prima ipotesi era di collocarla all'Sms con la mostra dei disegni dei bambini delle scuole che essa conteneva). Sono passati ormai 9 mesi ma nulla nei fatti è seguito a quelle promesse che pure erano state confermate in un Consiglio Comunale aperto da noi richiesto sull'argomento". 

Secondo i consiglieri del Pd "questa maggioranza fa annunci per poi non darne mai seguito, solo che con questi argomenti non ci è permesso di scherzare. Per una società migliore occorre impegnarsi, lavorare e costruire quegli anticorpi culturali che sono gli unici efficaci per combattere fenomeni come quello della mafia e i simboli che richiamano la memoria e fanno da monito per tutti sono fondamentali. Che la prima istituzione cittadina se ne disinteressi e non ne capisca l'importanza non può che preoccuparci e dovrebbe preoccupare ogni cittadino". Picchi e Basta rinnovano quindi la richiesta al sindaco "di riprendere i rapporti con l'associazione e di intraprendere con loro un percorso per la valorizzazione dello spazio occupato una volta dall'edicola ma anche di impegno, coinvolgendo anche le scuole, per una cultura della legalità diffusa e consolidata".

Sulla vicenda interviene anche la consigliere regionale del Pd, Alessandra Nardini: "Come accade per tutti gli impegni della Giunta Conti, si è risolto con un nulla di fatto anche quello sulla valorizzazione dell'edicola confiscata alla mafia e sull'istituzione di percorsi e presidi di cultura della legalità e dell'antimafia. Sulla legalità non si scherza e voglio sottolineare come non tutti i sindaci siano uguali di fronte a temi così importanti: mi ricordo bene e voglio ricordare quando, di fronte all'arroganza e al silenzio di Conti, il Sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio si offrì invece subito di dare una valorizzazione all'edicola rimossa. Al Sindaco Conti dico: batta un colpo. Non lo deve alla Nardini o al gruppo PD in comune, caro Sindaco: lo deve allo spirito profondo e ai valori della città che dovrebbe guidare".

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