Edicola rimossa in Borgo: sarà apposta una "targa ricordo", critica la Regione Toscana

Spiega la decisione dell'intervento la consigliera leghista Maria Punzo. L'assessore regionale Bugli: "Brutto esempio per i ragazzi che avevano realizzato i disegni appesi nel chiosco"

Prosegue il dibattito pubblico sul caso della rimozione dell'edicola di Borgo Stretto, simbolo della lotta alle mafie, casottino in disuso da tempo in Piazza Garibaldi. E' la maggioranza consiliare a spiegare la misura, con la presidente della Terza Commissione Consiliare Permanente Maria Punzo: "La rimozione dell'edicola in Borgo Stretto non è stato un atto vile né tanto meno intimidatorio, come qualcuno ha detto, ma una necessaria rimozione di una struttura fatiscente e in disuso da quasi due anni, oltretutto in un'area sottoposta a vincolo architettonico, tutta la zona di Borgo è in fase di riqualificazione, iniziata già da qualche settimana, che si estenderà a breve sull'intera via".

Sulla 'sorpresa' delle operazioni inattese, motivo di critiche, Punzo spiega che "la scelta dell'orario per la sua rimozione è stata dettata dal buon senso per evitare disagi alle attività commerciali in un'area di intenso passaggio pedonale diurno". "Faccio presente - ha poi proseguito - che la lotta alle mafie inizia con la lotta al degrado del territorio, coerentemente con la nostra idea di città, e con la lotta alle illegalità diffuse. Come presidente della Commissione cultura sarà mia premura concretizzare la mia proposta che preveda una targa in loco in ricordo dell'edicola rimossa. I disegni, se possibile, verranno recuperati e ricollocati in un luogo simbolico come già suggerito dal capogruppo della Lega, Alessandro Bargagna".

La consigliera della Lega infine puntualizza: "La lotta alle mafie e alle infiltrazioni criminali è un punto cardine della nostra politica di territorio e nazionale: ricordo che poche settimane fa l’onorevole Susanna Ceccardi ha consegnato a una famiglia di Cascina una casa confiscata alla mafia e che il nostro sindaco ha assegnato all’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno anche la delega di 'contrasto alla mafia', delega che era inesistente nella precedente amministrazione. Ci tengo a precisare che non si tratta di una scelta in alcun modo in contrasto con Libera che sarà al contrario un importante interlocutore nel futuro. L'educazione alla lotta alla mafia passa attraverso molteplici strumenti che non sono certo le polemiche sterili e strumentali mosse da una parte della minoranza".

Alle già tante reazioni di condanna, ma anche di sostegno come la posizione espressa da Confcommercio (vedi le reazioni), si aggiunge quella dell'assessore regionale Vittorio Bugli: "La Regione ha condiviso e sostenuto, fin dal primo momento, la battaglia di Libera per mantenere in vita l'edicola di Borgo Stretto a Pisa, confiscata anni fa alla mafia e divenuta simbolo dell'impegno contro la criminalità organizzata. Per questo la rimozione, dall'oggi al domani, di questa struttura, è un atto che non condividiamo. Il sindaco aveva preso impegni pubblici a trovare una soluzione dopo che vi fu, tra l'altro, una vasta mobilitazione di cittadini e istituzioni per garantirne la sopravvivenza. Chiediamo che il sindaco dia una spiegazione riguardo a questa decisione unilaterale, arrivata come un fulmine a ciel sereno, quando ancora era in corso un confronto per trovare soluzioni adeguate. Una decisione che rischia, oggi, di vanificare anche l'opera di sensibilizzazione sfociata in un progetto avviato con gli studenti delle scuole pisane, cancellando il lavoro fatto nei mesi scorsi e i messaggi di speranza che i ragazzi avevano affidato alle decine di lettere esposte nell'edicola in una bacheca".

Il Partito Socialista Italiano di Pisa, con il segretario Carlo Sorrente, crede che "la rimozione del manufatto abbandonato in disuso abbia restituito decoro alla città che, nonostante il cambio di amministrazione, appare tuttora abbastanza sporca e abbandonata proprio nei luoghi storici di massima presenza dei turisti.
'More solito' ci si accapiglia sul nulla, con le consuete accuse ed offese fra 'guelfi e ghibellini', quando magari sarebbe stato sufficiente, se la giunta fosse stata più accorta e sensibile ai valori della legalità, dopo la necessaria rimozione dello scempio, apporre, sulla base di una condivisione consiliare e pubblica, una targa per ricordare che un tempo in quel luogo c'era un'edicola confiscata alla mafia. I socialisti si augurano che allo spirito polemico a Pisa prevalga sempre il buonsenso che la città litigiosa è condannata a non reagire al declino ormai devastante nei cuori e nelle menti. Lanciamo la proposta di apporre sul selciato o sulla colonna prospiciente all'ex fatiscente rudere una formella evocativa delle vittime della mafia e del terrorismo a futura e imperitura memoria".

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