Edicola rimossa, Confesercenti: "Ammasso di lamiere, offesa al decoro della città"

Sulla questione interviene anche l'assessore Latrofa che propone la sostituzione dell'edicola con un altro simbolo. Cenni, Ceccanti e Ciampi annunciano un'interrogazione in Parlamento

“Sulla rimozione dell’edicola in Borgo Stretto crediamo che debba prevalere il buon senso. Purtroppo, al di là del fatto che fosse stata strappata alla mafia, era diventata un ammasso di lamiere in pieno centro storico. Non c’erano alternative all’intervento dell’amministrazione comunale, tra l’altro sollecitato anche dalla nostra associazione”. E’ Confesercenti Toscana Nord con il suo presidente area pisana Luigi Micheletti ed il coordinatore centro storico Francesco Mezzolla, a sostenere, come già aveva fatto Confcommercio, la bontà dell’intervento del Comune con la rimozione dell’edicola di Borgo Stretto. “Purtroppo è nata una polemica che riteniamo eccessiva alla luce delle condizioni in cui si trovava il manufatto - dicono ancora Micheletti e Mezzolla - posto all’imbocco di Borgo Stretto a pochi metri dalla chiesa di San Michele e dal tabernacolo ligneo della Madonna dei Vetturini. Quell’edicola era stata un simbolo della lotta alla mafia con la sua confisca ma le cose poi non sono andate nel verso sperato e ora, pur nel suo valore simbolico, era diventata un’offesa per il decoro della città. Lo sarebbe stato anche se si trovava in periferia o sul litorale - sottolineano ancora i due dirigenti Confesercenti Toscana Nord - viste le condizioni di degrado. A maggior ragione nel nostro centro storico. Fuori da ogni polemica, quindi, riteniamo legittimo l’intervento del Comune. Al quale - concludono Luigi Micheletti e Francesco Mezzolla - suggeriamo magari di indicare sul posto dove sorgeva l’edicola cosa essa ha rappresentato attraverso una targa. Per quanto ci riguarda siamo pronti a farci promotori di iniziative contro la mafia come già fatto in passato insieme a Unipol e Associazione Libera. Per il resto l’amministrazione troverà sempre nella nostra associazione un sostegno nelle azioni volte a eliminare un degrado che purtroppo è ancora presente in città”.

Sulla rimozione dell'edicola interviene con un post Facebook anche l'assessore Raffaele Latrofa: "La mafia fa schifo! Questo l’insegnamento che ho dato ai miei figli sin da piccoli. Non lasciamoci trasportare in una insensata contrapposizione tra parti politiche scaturita dalla rimozione dal centro storico di Pisa, di un manufatto, indubbiamente degradato - sottolinea Latrofa - non lasciamo pensare ai nostri figli che davvero, a Pisa, a seconda dell’appartenenza politica di ciascuno, si è a favore o contro la mafia. Non facciamo anche questo ennesimo errore per far allontanare definitivamente i nostri giovani dalla Politica. L’edicola era degradata e degradante e toglieva decoro a un angolo del centro storico della nostra cittá. Chi aveva meritoriamente provato a gestirla aveva fallito. Risultato: a quelle condizioni andava rimossa. Di mattina, pomeriggio o sera ma andava rimossa. L’edicola era un simbolo di una lotta alle mafie, condivisa, ne sono certo, dall’intera comunità pisana senza distinzione per appartenenza politica? Bene, sostituiamola con un altro simbolo che manifesti efficacemente questo sentimento dei pisani tutti".

Parla invece di "errore" aver rimosso l'edicola Giacomo Martelli, presidente delle Acli Toscana. “Privare la città di Pisa di quel simbolo della lotta alle mafie significa pensare che il pericolo non esista e che si può far finta di nulla. Lasciare quell'edicola al suo posto e valorizzarla con un progetto di riutilizzo sociale era un dovere civico e averla rimossa significa non aver compreso a fondo l'alto valore simbolico che rappresentava - sostiene Martelli - il nostro appello all'amministrazione comunale e alle Istituzioni perché facciano chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alla sua rimozione e illustrino le azioni che intendono mettere in campo per continuare il lavoro di sensibilizzazione su questa importante tematica”.

Annunciano un’interrogazione in Parlamento i deputati del Partito Democratico Lucia Ciampi, Susanna Cenni e Stefano Ceccanti "anche per predisporre una necessaria verifica, da parte degli organismi competenti, al fine di appurare se la rimozione dell'edicola di Via Borgo Stretto abbia potuto interferire con la corretta gestione delle risorse pubbliche. E se questa azione sia stata eseguita nel pieno rispetto della normativa vigente relativa ai beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ci preme infine sapere se l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ritiene che la condotta dell'attuale amministrazione comunale di Pisa relativamente alla gestione dell'edicola di Via Borgo Stretto abbia adeguatamente valorizzato un bene sequestrato alla criminalità organizzata e destinato ad uso pubblico”

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