Educazione alla sessualità in una scuola media di Pisa

Ma i genitori ne sono al corrente? E sono d'accordo?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Da alcuni genitori è stato segnalato al Comitato “Famiglia, Scuola, Educazione” di Pisa che nella scuola media inferiore dell’Istituto Comprensivo statale G.GAMERRA di Riglione, si sono tenute alcune ore di “educazione alla sessualità, a nostro parere, inserite in modo surrettizio e non casuale nel percorso “curricolare” al fine di evitare di dover richiedere preventivamente il consenso informato dei genitori di alunni minorenni, da cui non si può prescindere quando si trattino materie fuori dal programma scolastico e riguardanti temi sensibili come l’affettività e la sfera sessuale. Dopo un preavviso del tutto generico durante un consiglio di classe aperto, è stata invitata una psicologa la quale ha parlato a giovani di appena 13 anni di consultori, o “centri di ascolto”, riservati ai minori, di omosessualità, di rapporti sessuali, di malattie sessualmente trasmesse, di metodi di contraccezione, ecc.. Il fatto, risalente a qualche settimana fa, denota ancora una volta la risoluta intenzione di alcuni insegnanti di scavalcare i genitori nel loro ruolo educativo relativi a temi fuori dai programmi e sui quali questi ultimi vedono riconosciuto loro un prioritario diritto-dovere, quanto meno, ad essere informati preventivamente e in modo puntuale al fine di decidere di far partecipare o meno i propri figli (senza alcuna penalizzazione nel secondo caso), a “lezioni” in cui i modelli “proposti” agli alunni, improntati ad una visione puramente descrittiva e meccanica della sessualità, possono influenzare negativamente le coscienze dei ragazzi in età adolescenziale. Si vuol confidare, per il futuro, in una più trasparente e più attenta gestione delle problematiche sopra denunciate da parte degli insegnanti e della stessa direzione didattica

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