Cronaca Cisanello / Via Giuseppe Garibaldi

Profughi, le associazioni: "Il Comune metta a disposizione luoghi per l'accoglienza"

Africa Insieme e Progetto Rebeldìa denunciano la gestione dell'emergenza da parte dell'amministrazione comunale e chiedono l'utilizzo di spazi, ora chiusi, per accogliere i migranti

Gli attivisti delle associazioni di fronte al Centro di via Garibaldi (foto Rebeldìa/Facebook)

Luoghi nascosti, lontani dal centro; spazi che invece potrebbero essere utilizzati ma che invece restano chiusi. Africa Insieme e Progetto Rebeldìa affrontano la questione dell'emergenza profughi, una emergenza che, secondo le associazioni, in realtà è divenuta la normalità. "Ogni estate è sempre la stessa storia: emergenza sbarchi - affermano Rebeldìa e Africa Insieme - questa non può più essere considerata una emergenza, perché è ormai una certezza che non appena il mare lo permetterà di nuovo, barche colme di speranza arriveranno nel nostro paese ed è nostro dovere prepararci ad una accoglienza degna. È doveroso organizzarci fin da oggi, in ogni città, per non infrangere alcun sogno e non permettere che naufraghi definitivamente ogni speranza".

"A Pisa da almeno tre anni l’amministrazione comunale, con il bene placito della stampa locale, riesce solo a parlare di emergenza profughi nei momenti di picco degli sbarchi del sud d'Italia, come se non avesse memoria, e con la scusa della fantomatica 'emergenza' non si riescono a trovare luoghi idonei per l’accoglienza - attaccano le associazioni - l’amministrazione Filippeschi pare avere le idee chiare sulla questione: non si accoglie, non si cercano dei luoghi di ospitalità a Pisa, e, se lo si fa, devono comunque rimanere invisibili, devono essere scelti luoghi periferici o quasi preclusi all'accesso pubblico, come il parco di San Rossore, oppure nei paesi della provincia pisana, basta che non si parli di Pisa-città".

Ma gli spazi, per Africa Insieme e Rebeldìa, ci sarebbero, "primo fra tutti quello che era il Centro di Prima Accoglienza di via Garibaldi, chiuso dal settembre del 2013, uno spazio sul quale al momento non c'è alcun progetto di ristrutturazione e ad oggi il Comune non ha neppure stanziato le risorse per i lavori, cosicché questi non possano neanche essere messi a gara. L’assessora Capuzzi più volte ha dichiarato l’imminente ristrutturazione, intenti caduti nel vuoto. Sono veramente tanti gli spazi abbandonati, vuoti o sotto-utilizzati che questi anni sarebbero potuti essere oggetto di ristrutturazione per l’accoglienza e questo sarebbe stato un beneficio per tutti, perché un bene ristrutturato e restituito all’uso pubblico serve oggi per i migranti, ma domani per chiunque possa averne bisogno: sfrattati, nuclei familiari senza casa, persone indigenti, italiane o straniere che siano".

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