Cronaca

Gara dei bus regionali: c'è anche il governatore Rossi tra gli indagati

Il presidente della Regione è il settimo indagato nell'inchiesta per l'aggiudicazione della gara tpl ad Autolinee Toscane dei francesi di Ratp

Maxi gara dei bus regionali, indagato Enrico Rossi

C'è anche il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi tra gli indagati nell'inchiesta della Procura di Firenze sulla maxi gara per il trasporto pubblico regionale da 4 miliardi aggiudicata da Autolinee Toscane. Gli altri iscritti nei giorni scorsi sul registro degli indagati sono due funzionari della Regione - Ivana Malvaso, 61 anni, fiorentina, e Riccardo Buffoni, 61 anni, aretino - e 4 membri della commissione aggiudicatrice: Mario Sebastiani, Stefano Pozzoli, Patrizia Lattarulo e Gabriella Rolandelli.
Le accuse nei loro confronti sono, a vario titolo, turbativa d'asta, abuso di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità.

Secondo l'ipotesi accusatoria, la maxi gara per il trasporto pubblico regionale sarebbe stata 'orientata' a favore di un concorrente - Autolinee Toscane, controllata dai francesi di Ratp - a discapito dell'altro, il consorzio Mobit (che comprende anche Ctt Nord, attuale gestore del trasporto pubblico in provincia di Pisa).
Il governatore Rossi in particolare, in un'intervista all'agenzia Askanews risalente al 13 novembre 2015, avrebbe commentato l’aggiudicazione ad Autolinee Toscane quattro giorni prima che avvenisse.

Immediata la replica a mezzo Facebook del presidente della Regione: "Le accuse sono infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori a cui consiglio di prepararsi a pagare per le loro diffamazioni. Per quanto mi riguarda l’accusa è di avere rilasciato, il 13 novembre 2015, dichiarazioni sull’esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale. In realtà, coloro che hanno presentato l’esposto nascondono il fatto che la notizia già da un mese era di pubblico dominio e che la stampa e le agenzie nazionali l’avevano ampiamente riportata, poiché la seduta della commissione per l’apertura delle buste era stata pubblica, come prevede la legge, e quindi tutti erano a conoscenza del risultato. La cosa più vergognosa e triste di questa vicenda è che con la strumentalizzazione della giustizia amministrativa e ora persino di quella penale si è sviluppato un contenzioso che ha ritardato di almeno 4 anni la partenza del nuovo servizio di trasporto pubblico locale, provocando un danno alle casse regionale di due milioni di euro per ogni mese, e impedendo ai cittadini di beneficiare da anni di un trasporto pubblico locale moderno e con autobus nuovi".

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