Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca San Rossore

Profughi, allarme epidemie: "Cento persone controllate, nessuna malattia contagiosa"

L'Azienda Sanitaria rassicura ancora una volta sulle condizioni di salute dei migranti sbarcati sulle coste italiane e ospitati in provincia di Pisa. L'Ente Parco aveva denunciato che i falsi allarmi avevano provocato cancellazioni nelle visite

Nessun rischio sanitario grazie al protocollo operativo per il ricevimento dei gruppi di migranti in entrata nel territorio dell’Azienda Usl 5, attuato al fine di tutelare la salute loro e della popolazione residente. A rassicurare ancora una volta i cittadini è la stessa azienda sanitaria, dopo che l'Ente Parco aveva sottolineato le ripercussioni che la bufala che circa un mese fa girava sul web, circa la presenza di epidemie di ebola, ha avuto sulle prenotazioni di visite a San Rossore, con molte scuole che hanno addirittura disdetto oppure rinunciato a passare qualche ora nel parco.

Il protocollo attivo per il ricevimento dei profughi prevede l’intervento dell’Azienda Usl 5 entro le prime 24 ore dalla ricevuta comunicazione, da parte delle strutture preposte, di nuovi arrivi: tramite i servizi territoriali si procede all’invio di un medico della guardia medica, appositamente formato dal punto di vista linguistico e da quello professionale per la parte infettivologica,  per visitare tutti i soggetti prima dell’invio alle sedi di destinazione. Questa prima visita medica, che avviene direttamente in aeroporto mediante strutture mobili fornite dalle Associazioni di volontariato e dalla Croce Rossa, è finalizzata all’individuazione di eventuali patologie infettive (cutanee e/o polmonari), secondo i criteri definiti nel protocollo operativo di sorveglianza sui migranti elaborato dal Ministero della Salute. In caso di necessità viene, sin dal primo momento, avviata la terapia farmacologica e vengono effettuate eventuali medicazioni con il supporto di personale infermieristico.

Successivamente alla visita di primo ingresso i soggetti vengono sottoposti ad esami diagnostici, sempre tesi all’esclusione o all’individuazione precoce di patologie infettive. Gli operatori sociali presenti nelle strutture di accoglienza della Asl 5 possono segnalare l’insorgenza di problemi sanitari, dai più semplici come il mal di denti a quelli di maggior rilevanza sanitaria tipo la febbre, che vengono tempestivamente affrontati mediante i servizi territoriali attraverso l’invio del medico in loco o tramite consulenze specialistiche quando necessario.

Il protocollo stabilisce inoltre una procedura di monitoraggio mensile, utile a controllare l’andamento dell’attività e segnalare eventuali criticità. Oltre all’Azienda USL 5 di Pisa, attraverso il Dipartimento di prevenzione, l’Unità funzionale igiene pubblica e nutrizione, il Dipartimento emergenza urgenza e la Farmacia territoriale,  il protocollo prevede il coinvolgimento di Prefettura, Questura, Società della Salute, Protezione Civile, Croce Rossa, Associazioni di Volontariato e Provincia di Pisa.

"Tutte le visite effettuate fino ad ora, circa cento persone - dichiara la dott.ssa De Franco, responsabile dell’Unità Funzionale Igiene Pubblica e Nutrizione Zona Pisana -  e le indagini successive non hanno evidenziato la presenza di patologie infettive contagiose e diffusive (ad esempio tubercolosi, malattie polmonari e tantomeno ebola) tali da mettere a rischio la salute pubblica".

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