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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Caso Ericsson: fra dubbi e appelli la multinazionale conferma i licenziamenti

Risposta negativa hanno avuto le interrogazioni parlamentari presentate dai deputati pisani, con il Ministero dello Sviluppo economico che conferma la chiusura dell'azienda. La Regione torna a chiedere un confronto

Sempre più nero appare il futuro per la sede pisana della Ericsson, presso il Cnr. Ieri, mercoledì 3 agosto, il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico Teresa Bellanova ha risposto in Commissione Attività produttive alle interrogazioni dei deputati Tullo e Fontanelli circa la procedura di licenziamento collettivo attivata dall'Azienda per 291 dipendenti, con interessati in città 9 esuberi e 25 trasferimenti a Genova. Il Sottosegretario ha confermato che la Ericsson si è dichiarata indisponibile ad incontrare le Regioni insieme al Mise, mentre ha portato avanti le procedure e il confronto con i sindacati presso il Ministero del Lavoro.

Appare quindi confermata l'intenzione di proseguire con il nuovo piano industriale, senza quindi tenere in debito riguardo, come auspicavano i firmatari degli atti ispettivi, dei "non pochi contributi pubblici che l'azienda ha ricevuto sul piano della ricerca e di progetti d'innovazione". "Siamo in un settore strategico - hanno ribadito i deputati - che non è segnato da una crisi di fondo come altri settori, e i dipendenti sono essenzialmente ricercatori che hanno acquisito una importante professionalità. In tal senso non si capisce in base a quale disegno si decida di chiudere sedi e rami di attività". Per questo Fontanelli e Tullo hanno sottolineato la necessità che "il Governo trovi il modo di farsi sentire, visti i finanziamenti ottenuti o in corso a iniziative e programmi che interessano la Ericsson. Un'occasione importante può essere la verifica tecnica richiamata dal Sottosegretario e prevista per settembre".

Nell'incontro che si teneva al Ministero del lavoro, nello stesso momento in cui il Mise rispondeva alla Camera, dall'Azienda non è arrivata nessuna apertura e sono state confermate le procedure di licenziamento. Di fronte a questa ultima notizia Fontanelli si è detto "ancora più preoccupato perché rischia di far saltare anche quei pochi spazi di ricontrattazione che si potevano individuare nell'impegno assunto dal Mise".

Intanto Regione Toscana e Comune di Pisa insistono nel chiedere a Ericsson un ripensamento sul piano nazionale di razionalizzazione dell'azienda e auspicano che venga confermata la centralità della sede pisana. Nella riunione convocata oggi a Firenze per riferire sull'incontro del presidente Enrico Rossi con l'ad di Ericsson Italia, Nunzio Mirtillo, il consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, e il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, hanno confermato alle Rsu di Ericsson la ferma determinazione delle Istituzioni a mantenere aperto il confronto per il futuro del centro pisano. L'orientamento di Ericsson è stato anche in questo caso confermato da Mirtillo al presidente Rossi per i 9 esuberi e 25 trasferimenti a Genova. Il tavolo regionale resterà aperto, resta da vedere se si apriranno spiragli di trattativa.

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