Emergenza Coronavirus, gli studenti in coro: "Fateci fare l'esame di maturità in classe"

Interpellati sulla questione, i maturandi pisani non hanno dubbi: la scelta ricade sull'esame 'in presenza'. Ma denunciano confusione e mancanza di chiarezza da parte del ministro Azzolina

Fin dai primissimi giorni del lockdown sono stati due dei temi più dibattuti a tutti i livelli: la scuola e le modalità di didattica da attuare al tempo del Coronavirus hanno tenuto banco. La soluzione della didattica a distanza è stata lo strumento individuato per la prosecuzione dei programmi, ma con l'avvicinarsi della fine dell'anno scolastico si è presentato un nuovo problema da affrontare: l'esame di maturità per tutti gli studenti che frequentano il quinto anno degli istituti superiori. Dal Ministero dell'Istruzione, in costante contatto e confronto con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, è arrivata la comunicazione che la licenza di scuola superiore potrà essere acquisita con due modalità: mediante un colloquio 'in presenza', cioè in classe; oppure in via telematica se la curva epidemiologica o le condizioni di sicurezza dell'istituto non consentiranno l'accesso delle commissioni e degli studenti.

Come hanno accolto questa decisione i maturandi dei licei e degli istituti superiori pisani? Abbiamo contattato alcuni studenti iscritti a varie scuole cittadine, che ci hanno esposto i loro timori, sogni, delusioni e preoccupazioni riguardo all'esame di maturità e al percorso fatto per arrivarci. Per tutti, indistintamente, c'è una richiesta forte: "Vorremmo fare l'esame in classe, di fronte ai professori, perché riteniamo che sia corretto e adeguato all'importanza del momento". Marta Biver, studentessa del Liceo Scientifico 'Dini', Tommaso Taglioli, iscritto all'Itis 'Da Vinci', Edoardo Vanni, studente del Liceo Classico 'Galilei' e Eugenio Casarosa, maturando del Liceo Scientifico 'Buonarroti', non hanno dubbi al riguardo: "La didattica a distanza è stata fondamentale per andare avanti con il programma. Ma il confronto diretto con i compagni di classe e i docenti ci è mancato tantissimo".

Per tutti c'è anche la delusione di non aver potuto vivere e assaporare un anno 'mitico' per tutti gli italiani: "Il quinto anno di superiori ci è sempre stato raccontato come il più bello di tutto il percorso scolastico - spiega Tommaso Taglioli - aver vissuto il nostro ultimo giorno in classe a marzo ci ha lasciato molto amaro in bocca. Non è stato l'anno che tutti sognavamo e speravamo. Ma naturalmente l'emergenza che è scoppiata non lasciava spazio ad altre decisioni". Le routine quotidiane, come la sveglia alle 7, la corsa a prendere il pullman o in motorino per non fare ritardo, la ricreazione con gli amici delle altre classi, i confronti con i professori e la paura della consegna dei compiti corretti: sono soltanto alcune delle piccole cose che il Coronavirus ha tolto agli studenti italiani.

"Dagli ultimi dati - affermano Eugenio Casarosa e Marta Biver - sembra che il contagio abbia perso forza. Se venissero confermati, ci sarebbe la possibilità di sostenere l'esame davanti alla commissione. Sarebbe la soluzione migliore, anche se rimane la forte insicurezza su come verrà strutturato". I maturandi pisani spiegano che sia tra gli studenti che nel corpo docenti ci sono pochi punti fermi riguardo all'esame. "Sappiamo che durerà circa un'ora - sottolinea Edoardo Vanni - e che dovrebbe spaziare principalmente sulle materie di indirizzo di ciascun istituto e su un elaborato focalizzato su temi più specifici. Ma questo aspetto per il momento è lasciato troppo alla libera interpretazione". Il nodo principale da sciogliere, secondo le ragazze e i ragazzi che tra poco più di un mese affronteranno l'esame, è proprio questo.

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"Qualche settimana fa era stato comunicato che non sarebbe servita la tesina - aggiungono - poi il ministro Azzolina ha tirato fuori dal cilindro questo 'elaborato' che non sappiamo come debba essere preparato: se in forma scritta o come semplice traccia da esporre oralmente. Poi, in ultima analisi, è stato specificato che questo 'elaborato' dovrà essere concordato con i docenti entro il 1° giugno. Ma su quali materie? Come?". I maturandi concludono con un pensiero che riflette i loro dubbi: "C'è ancora moltissima confusione attorno alla scuola. La pandemia è ovviamente una situazione nuova per tutti, ma ci si aspetta che chi debba gestire e guidare un Paese sia reattivo e capace di prendere decisioni. Invece la sensazione che abbiamo avuto da marzo a oggi è che si sta andando avanti a tentoni, improvvisando soluzioni estemporanee".

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