Esposti in Procura per le case popolari fatiscenti a Sant'Ermete

La comunità di quartiere ha consegnato i primi 3 casi, in preparazione ce ne sono altri 50: "Paghiamo affitti e more per abitare nelle grotte"

Il presidio per la consegna degli esposti in Procura. Sotto le immagini del crollo del solaio denunciato dagli attivisti

Inagibilità, ambienti malsani e crolli, sovraffollamento. Il Comitato di quartiere di Sant'Ermete è tornato a denunciare, stamani 8 settembre, le condizioni delle abitazioni in cui vivono i residenti delle case popolari. E 'denunciare' è il termine più calzante: una delegazione ha infatti consegnato alla Procura della Repubblica i primi tre esposti, che descrivono altrettante situazioni critiche. Tecnicamente viene chiesto all'Autorità Giudiziaria di verificare se ci siano profili di rilevanza penale nel perdurare della difficile situazione abitativa, ma è soprattutto un modo per rilanciare le rivendicazioni sull'esonero dall'affitto e dal pagamento delle morosità, in quanto, dicono gli attivisti, "pagare per abitare dentro delle grotte, non delle case, è illegittimo".

"Dopo tanti anni di proteste e 8 mesi di incontri con l'amministrazione - spiegano Andrea e Maria Luisa del Comitato - siamo arrivati a questo. La passata amministrazione ha fallito, quella attuale ci ha fatto solo perdere tempo, bocciando poi il nostro progetto di autorecupero. Portiamo all'attenzione della Procura i primi 3 casi, ma ne abbiamo altri 50 in preparazione. Sono casi singoli, ma gravi, come tanti. C'è una famiglia che dal 2016 chiede il cambio di alloggio per insalubrità, con tanto di richiesta sostenuta dal medico, ma sono sempre lì. C'è un caso di sovraffollamento in una casa segnalata dalla Asl, non abitabile, senza riscaldamento, con casi di asma. Infine c'è una famiglia che, insieme ad un'altra, è stata evacuata e trasferita dall'abitazione per il distacco del solaio. E' successo 20 giorni fa".

"Chi subisce queste situazioni - insistono gli attivisti - non deve pagare. Riteniamo illegali contratti di questo genere, si venga a verificare lo stato delle case. Chiediamo l'azzeramento degli affitti e delle more fino all'ingresso nei nuovi alloggi, una decisione possibile, visto che già succede in altri comuni toscani. A Pisa invece si chiede di pagare tutto il pregresso, nonostante i problemi, con i 'piani di recupero', altrimenti non entri nella nuova abitazione. E' un ricatto". 

Appare quindi definitivamente interrotto il canale aperto fra Comitato di quartiere e amministrazione, con un'ultima stoccata legata al periodo elettorale. "Per mesi non si è visto nessuno per le manutenzioni, con l'erba alta due metri, ora negli ultimi 20 giorni sono venuti due volte. Guarda che caso, con l'avvicinarsi delle regionali...". Nuove tappe della mobilitazione saranno decise nella prossima riunione aperta del Comitato del 12 settembre, appuntamento alle 17 in piazza a Sant'Ermete: "Non ci fermeremo fino a quando non ci sarà giustizia per il quartiere". 

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