Espulsioni e rimpatri, Fsp: "Necessario un Cpr in Toscana"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Sono ripresi da alcuni giorni, dopo un periodo di sospensione a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19, i servizi di accompagnamento presso i centri di permanenza per rimpatrio (CPR) di cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione. Ad annunciarlo è Lorenzo Cardogna - Segretario Provinciale del sindacato di polizia FSP Polizia di Stato – che da anni denuncia le notevoli criticità dell’attuale sistema.

Da tecnici della materia riscontriamo che l’espulsione di un cittadino straniero irregolare, pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica, che dimora a Pisa, con gli strumenti attuali, è un’operazione molto complicata. Infatti, in assenza di un CPR in Toscana, la Questura richiede la disponibilità di posti presso i CPR di altre regioni. Ciò comporta da un lato una difficile ricerca in quanto le altre regioni tendono a soddisfare prioritariamente le esigenze del loro territorio, e dall’altro lato, in caso di assegnazione del posto, lunghi servizi di accompagnamento (anche di diversi giorni) da parte dei poliziotti pisani, con elevati costi per la collettività e perdita di risorse umane per il controllo del territorio pisano. Un’organizzazione – prosegue Cardogna - eccessivamente onerosa per la collettività in termini di efficienza, nonché pericolosa per i poliziotti e per le persone accompagnate che, a volte, si rendono responsabili finanche di atti di autolesionismo durante i lunghi tragitti in auto.

La presenza di un CPR in Toscana costituirebbe un valore aggiunto per affrontare i problemi connessi alla sicurezza del nostro territorio, al fine di arginare il più possibile i fenomeni di degrado, violenza e reati in genere, commessi nella maggioranza dei casi da cittadini extracomunitari irregolari.

Come sindacato, nonché operatori della sicurezza e cittadini, ci aspettiamo risposte efficaci in materia di sicurezza e posizioni chiare da parte di chi si candida al governo della regione. Nella FSP Polizia di Stato – conclude Cardogna – tutta la politica troverà un interlocutore serio e disponibile al confronto sul delicato tema della sicurezza, distante da strategie politico-sindacali finalizzate ad attaccare l’onorevole Tizio o il partito Caio.

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