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Cronaca

Ombrelloni del litorale verso il tutto esaurito, i balneari: "Le spiagge saranno sicure"

Gli stabilimenti della costa pisana potrebbero riaprire i battenti alla clientela nel mese di maggio. Sono arrivate già numerose prenotazioni per la stagione estiva: "C'è voglia di normalità"

Tanta voglia di normalità e la consapevolezza di avere alle spalle una stagione già vissuta interamente in mezzo a limitazioni, protocolli e regole stringenti da seguire. L'estate 2021 negli stabilimenti balneari della costa pisana si profila molto simile a quella del 2020, sia nei suoi aspetti più restrittivi che nel desiderio degli utenti di rompere la monotonia di mesi duri, spesso vissuti esclusivamente tra il lavoro e la propria abitazione, con qualche ora di relax sotto all'ombrellone.

"Purtroppo non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, né da parte della Regione né dal Governo, sulle possibili date per la riapertura degli stabilimenti - specifica Gianluca Tiozzo, titolare del Bagno Impero e responsabile dei balneari pisani per Confesercenti Toscana Nord - ma grossomodo possiamo immaginare un calendario simile a quello dello scorso anno. Nel 2020 il via venne dato il 18 maggio, adesso abbiamo il vantaggio di partire con le strutture già pronte a soddisfare i protocolli sanitari e l'esperienza per poterli applicare rapidamente e senza intoppi. Per cui, compatibilmente con l'andamento dell'epidemia, si potrebbe anche riuscire a riprendere l'attività prima. Magari nella settimana successiva alla festa del Primo maggio".

E' d'accordo su questa previsione anche Fabrizio Fontani, responsabile Sib Confcommercio: "Da questo punto di vista, partire con delle procedure già testate sul campo nella passata estate è un vantaggio. Certamente nessuno si sarebbe augurato di dover rispettare ancora una volta le medesime limitazioni, ma purtroppo la situazione generale non consente rilassamenti". Fontani però specifica anche che "alla luce dei risultati evidenziati nel 2020, si può affermare che le spiagge e gli stabilimenti balneari, laddove sono state applicate alla lettera le regole, sono luoghi sicuri. Complice il naturale decorso dell'epidemia, che perde di vigore con le alte temperature, non sono stati segnalati focolai o situazioni critiche sulla costa pisana".

Fabio Gabbrielli, che insieme al fratello Marzio gestisce il Bagno Corallo a Tirrenia, mentre porta avanti i lavori di manutenzione dello stabilimento spiega: "Le prenotazioni per la stagione stanno arrivando in buon numero. Penso si possa prevedere il tutto esaurito, come l'anno scorso, o quasi. Abbiamo notato che a inizio 2021, tra gennaio e febbraio, quando anche l'epidemia sembrava aver rallentato, le conferme viaggiavano a un ritmo altissimo. Da quando invece la Toscana è ripiombata nella zona rossa il ritmo è rallentato, ma da parte dei clienti c'è comunque la volontà di tornare in spiaggia perché hanno apprezzato l'organizzazione dello scorso anno".

L'auspicio di Tiozzo è che la campagna vaccinale, seppur fra ritardi e intoppi più o meno preventivabili, "possa dare un'ulteriore spinta al rallentamento dell'epidemia e al rafforzamento della fiducia degli utenti. Per quanto riguarda il Bagno Impero, le prenotazioni si sono concentrate tra gennaio e febbraio. Adesso si sono fermate perché i clienti sono di nuovo spaventati dall'accelerazione dell'epidemia. Ma, se i contagi dovessero seguire l'andamento dello scorso anno, tra qualche settimana credo che anche le conferme e le richieste di preventivi ripartiranno a un buon ritmo".

Di pari passo con la ripartenza degli stabilimenti, Luca Ravagni (presidente Conflitorale di Confcommercio) chiede a gran voce anche la riapertura di tutti gli esercizi commerciali che si affacciano sulla costa pisana: "Naturalmente mi preme tutelare gli interessi dei commercianti e dei professionisti che lavorano sul litorale, ma la mia richiesta si allinea a quella avanzata a livello globale dalla mia associazione. I negozi, di ogni tipo, devono riaprire. Ci sono i protocolli per lavorare e accogliere i clienti in sicurezza, tutti i dati raccolti ormai da un anno a questa parte evidenziano che i centri del contagio sono da ricercare altrove. E' impensabile che il tessuto commerciale, che pesa per una porzione enorme sul Pil nazionale, debba vestire i panni del capro espiatorio dell'epidemia. Chi ci governa ha il dovere di far lavorare la popolazione: dopo un anno invece siamo fermi al punto di partenza, ma i fallimenti e le richieste di aiuto sono cresciuti esponenzialmente".

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