Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Vecchiano: minacce di morte e prostituzione in un appartamento preso in affitto

A denunciare il fatto il proprietario di una casa concessa in affitto ad una donna cinquantenne che esercitava anche attività di prostituzione. Il suo compagno ha minacciato di morte il padrone dell'appartamento, tentando di estorcere denaro

Un nuovo episodio in cui chi prende la casa in affitto poi non vuole lasciarla. Dopo il caso avvenuto a Marina di Pisa, eccone un altro stavolta a Vecchiano, dove il proprietario di un appartamento lo concede in affitto ad una donna ucraina di 50 anni che promette di rimanere solo per un paio di mesi pagando solo le spese dei consumi. Passa il tempo e il proprietario, un impiegato italiano sulla quarantina, si accorge che qualcosa non va: nella casa infatti viveva anche un albanese di 34 anni che poi si è rivelato essere il compagno della donna.

Il proprietario chiede così di riavere indietro ciò che è suo e che con tanti sacrifici è riuscito ad acquistare, ma per tutta risposta la coppia straniera si rivolge all’Agenzia delle Entrate sostenendo di pagare un affitto in nero. L’italiano cerca di riportare i due stranieri alla ragione, poiché ha necessità della casa, così iniziano le richieste di soldi (5mila euro) accompagnate da minacce di morte da parte dell’albanese. Otto mesi da incubo, a partire da giugno 2013 fino a febbraio di quest’anno, quando la vittima, ormai esausta, non può e non vuole pagare soldi per riavere ciò che è suo. A quel punto, finalmente, decide di rivolgersi ai Carabinieri che iniziano i primi accertamenti.

Dopo alcuni giorni si verifica l’ennesima minaccia, questa volta ad opera di due emissari dell’albanese, che a bordo di un motociclo, travisati con caschi, raggiungono l’italiano nelle vicinanze della sua abitazione e, aggredendolo alle spalle, lo minacciano di morte chiedendo di non rivolgersi ai Carabinieri. Il giorno successivo il proprietario della casa si presenta nuovamente in Caserma e sporge una nuova denuncia. A quel punto le indagini si fanno serrate: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pisa in collaborazione con quelli della Stazione di Migliarino Pisano accertano la veridicità di quanto denunciato ed in più emergono degli episodi di prostituzione legati alla donna ucraina che convive con l’albanese, il quale la favorisce nell’attività di meretricio inviandole clienti all’abitazione oltre a fissargli appuntamenti lungo la SS 1 Aurelia dove solitamente si prostituisce.

Le indagini sono coordinate dal Sostituto Procuratore dr. Antonio Giaconi della Procura della Repubblica di Pisa, che, concordando con l’esito delle investigazioni condotte dai Carabinieri, richiede e ottiene l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’albanese e del divieto di dimora nel comune di Vecchiano per l’ucraina da parte del G.I.P. presso il Tribunale di Pisa. Ieri mattina scatta l’operazione e l’arresto dell’albanese che finisce in carcere.

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