Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Agricoltura: il pisano Fabrizio Filippi è il nuovo presidente di Coldiretti Toscana

Nomina all'unanimità per l'imprenditore pisano: "Abbiamo due emergenze: danni da ungulati e predatori e burocrazia"

L’imprenditore agricolo pisano Fabrizio Filippi è il nuovo presidente di Coldiretti Toscana. E’ stato eletto oggi, 15 ottobre, a Firenze. Succede Tulio Marcelli, che ha guidato per dodici anni la maggiore organizzazione agricola regionale. A scegliere all’unanimità Filippi l’assemblea regionale con la partecipazione dei delegati provenienti da tutta la Toscana.

Filippi ha un'azienda ad indirizzo cerealicolo-olivicolo e faunistico a Santa Luce. Già presidente del Consorzio per la Tutela dell’Olio Toscano Igp, il più importante consorzio di produttori italiano, e presidente di Coldiretti Pisa. Figlio d’arte perché suo padre, il Cavalier Pier Luigi, di recente scomparso, è stato presidente di Coldiretti Toscana a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90.

E' stato eletto anche il consiglio direttivo della principale organizzazione agricola: Lidia Castellucci ed Enrico Lelli di Arezzo, Roberto Nocentini di Firenze, Andrea Landini di Prato, Simone Ferri Graziani e Guido Allori di Livorno, Andrea Elmi ed Elena Giannini di Lucca, Francesca Ferrari e Gianni Lorenzo di Massa Carrara, Tiziano Busti di Pisa, Fabrizio Tesi e Paolo Giorgi di Pistoia. A questi si aggiungono Francesca Lombardi per Giovani Impresa, Monica Merotto per Donne Impresa e Sergio Ballini per i Coldiretti Pensionati.

Filippi porta in dote esperienza e grandi competenze avendo vissuto in prima persona il percorso di crescita di Coldiretti e delle aziende agricole che hanno saputo conquistarsi un ruolo strategico nel paese, sia sul piano economico che sociale: "Attraverso il progetto di Campagna Amica, che è oggi la più importante rete di vendita diretta d’Europa - spiega Filippi fresco di nomina - abbiamo dato la possibilità alle piccole e medie aziende agricole di conquistarsi uno spazio di assoluta dignità sul piano economico, strutturando anche una rete di scambi culturali con i cittadini".

Filippi ha ben chiaro quelle che sono le priorità: "C’è ancora molto da fare. Ma sono due i punti che sono diventati emergenza: danni da predatori ed ungulati e burocrazia. Dobbiamo riportare in equilibrio la presenza della fauna selvatica che oggi è l’artefice della perdita di competitività delle aziende e di milioni di euro di danni ogni anno il cui risarcimento è infinitesimale rispetto a quello che subiscono. Cinghiali, caprioli, nutrie e lupi scoraggiano l’attività agricola ed indeboliscono la presenza delle aziende soprattutto nelle zone più svantaggiate dove fare agricoltura è ancora più complicato. Dobbiamo avere il coraggio di invertire la tendenza e rendere la compatibilità sostenibile per entrambi"

L’altro grande tema lamentato a più riprese è quello del rapporto con gli enti locali: "Vivono a velocità diverse ma gli obiettivi sono, o dovrebbero essere, gli stessi: creare lavoro, investimenti, migliorare la manutenzione del territorio, favorire il turismo e così via. Il rapporto è sbilanciato. C’è poca sensibilità, poca elasticità e poca praticità elementi che invece sono essenziali per chi fa impresa. Ogni anno le imprese spendono 100 giorni l’anno per adempiere ai diversi obblighi: quasi un terzo. Non stiamo parlando di imprese strutturate con uffici e professioni interni ma di imprese familiari con uno-due addetti. Il peso della burocrazia uccide l’agricoltura e questa è un’altra leva che va a discapito della competitività".

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