rotate-mobile
Cronaca

Covid, fasce colorate e restrizioni, Giani: "Stop ai movimenti solo per i no vax"

Il presidente della Toscana fa il punto sui contagi e sulle misure attese dal Governo in materia di pandemia

Semplificare, alleggerire la burocrazia sanitaria. E coerenza sulla normativa anti Covid. Il governatore toscano, Eugenio Giani, lo chiede al governo spingendosi in una riflessione: le fasce gialle o arancioni ormai "sono inutili", ragiona durante un punto stampa convocato in Regione. "Andiamo dalla normale zona bianca alla rossa quando siamo in situazioni di emergenza". Pensando soprattutto alla mobilità delle persone, tratteggia la zona rossa solo per chi rifiuta il vaccino: "Siamo praticamente a febbraio e, a differenza dello scorso anno, il fatto di aver retto senza divieti di mobilità è la dimostrazione che la pandemia sta diventando endemica, e che quindi non c'è più bisogno di zone rosse. Coloro che devono essere limitati nel loro movimento sono solo i no vax". Detto questo, si sofferma sui dati registrati in Toscana: "Anche stamani siamo a poco più di 4mila contagi rispetto ai 5.600 di lunedì scorso. Abbiamo chiuso la settimana con 70mila positivi, numero ben lontano dai 95mila della prima settimana di gennaio".

Capitolo restrizioni che interessa anche la scuola: "Se mandiamo gli studenti in presenza a scuola non si possono, per due contagiati, riportare in dad". Dal Consiglio dei ministri odierno, quindi, il governatore si aspetta "decisioni molto forti, importanti, proprio per una scuola effettivamente in presenza, che non preveda quelle quarantene enormi che poi, in realtà, vanificano lo spirito dell'essere in presenza".

Sui vaccini "abbiamo fatto molto: i Toscani sono 3.668.000, il fatto che i no vax, spesso anche per motivi di salute o per timori legati alle proprie condizioni di salute, si sono ridotti a 93mila è indubbiamente un ottimo risultato. Io sono contento". Sottolinea sempre Giani a palazzo Strozzi Sacrati. "Anche a costo di prendere minacce, ingiurie, qualche pallottola in una lettera, come è capitato, il mio atteggiamento è stato rigoroso, perché ritengo la vaccinazione il vero presidio per poterci difendere dal virus". Anche se è possibile contrarre il Covid "chi è vaccinato non va in ospedale o nelle terapie intensive, oppure ci va molto raramente. Ci vanno i non vaccinati". Gli altri, invece, "al massimo passano una settimana a casa come per un'influenza. E, a mio giudizio, questa è la condizione per creare quell'immunità di gregge che in futuro farà da scudo al diffondersi della pandemia".

Dichiarazioni raccolte dall'Agenzia Dire

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Covid, fasce colorate e restrizioni, Giani: "Stop ai movimenti solo per i no vax"

PisaToday è in caricamento