Riaperture di nidi e centri estivi: "Impossibile garantire il distanziamento sociale"

Il Sindacato Generale di Base di Pisa esprime preoccupazione in merito alla proposta avanzata nei giorni scorsi dall'Anci di riprendere anticipatamente le attività educative e scolastiche

"Proposte che lasciano basiti perchè avvenute senza coinvolgere il personale educatore". E' il commento del Sindacato Generale di Base di Pisa sul documento pubblicato nei giorni scorso dall'Anci 'Proposte per la ripresa delle attività educative e scolastiche'. "I Comuni - spiega Sgb - chiedono al Governo di aprire centri estivi nei mesi di giugno, luglio e agosto in strutture dotate di giardini utilizzando nidi, scuole dell'infanzia a gestione diretta o in appalto a cooperative. Questi locali dovranno poi essere sanificati prima di settembre ma poco sappiamo sui tempi, sui costi e sulle modalità di queste operazioni indispensabili alla tutela della salute e sicurezza di piccoli utenti e lavoratrici. Non si sa come sia possibile sperimentare attività alternative e con quale personale".

Una proposta che, spiega Sgb, "preoccupa le educatrici perchè il distanziamento sociale non è attuabile considerata l’età dei bambini e delle bambine. Allora come imporre a dei bambini così piccoli, nell'attività quotidiana e anche nei momenti del gioco, la distanza di almeno un metro? Ma a parte la difficoltà materiale di far rispettare questa norma, quale potrà essere l'impatto dal punto di vista educativo? E come la mettiamo con i test sierologici e i dispositivi di protezione individuale indispensabili? Le nostre sono preoccupazioni fondate soprattutto in assenza di un confronto reale con tutta la forza lavoro, comunale e del terzo settore, in presenza di intenti e decisioni calati dall'alto".

"Abbiamo più volte proposto l'applicazione dell'art. 48 del decreto Cura Italia per le lavoratrici degli appalti al fine di consentire loro l'accesso al 100% del salario visto che i loro contratti sono per lo più part time e gli ammortizzatori sociali al massimo prevedono l'80% della retribuzione. Non solo i committenti ma anche le cooperative, che avrebbero tutto da guadagnarci, hanno mostrato interesse verso questa soluzione. Analogo discorso va fatto per il personale delle mense che potrebbero in realtà gestire un servizio diverso, possibilmente con un appalto che non scarica su di loro il taglio dei costi".

Conclude Sgb: "Di sicuro vogliamo lavorare in sicurezza tutte\i e per noi la sicurezza deve conciliarsi con salari dignitosi e contratti non da fame. Se il documento Anci brancola nel buio alimentando situazioni caotiche che potrebbero risultare pericolose e fuori controllo, non esiste volontà alcuna di entrare nel merito degli appalti, di modificare la gestione del lavoro, di assicurare salari dignitosi a una forza lavoro da anni sfruttata".

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