Cronaca

Omicidio-suicidio a San Miniato, la presidente del Tuttocuoio: "Nessun segnale, Federico era l'anima dello spogliatoio"

Sabato due giugno si svolgeranno i funerali di Elisa e Federico. Per ricordare la ragazza la famiglia chiede un contributo per il canile di Pistoia

Federico Zini e Elisa Amato

Sarà un giorno triste, segnato dal lutto, per due comunità. Domani, sabato 2 giugno, si svolgeranno infatti i funerali di Federico Zini e Elisa Amato. Lei uccisa da quello che era stato il suo compagno, lui che sabato notte ha perso la testa e ha sparato prima contro la ragazza e poi contro se stesso con la pistola comprata appena pochi giorni prima.

I funerali di Elisa si terranno alle ore 15 presso la Chiesa di S. Pietro Apostolo in Piazza della Chiesa a Galciana, nel comune di Prato, dove Elisa abitava. La famiglia ha chiesto non fiori ma un sostegno al canile di Pistoia, per far continuare a vivere la passione che Elisa, laureata in Tecniche di Allevamento del Cane di Razza e Educazione Cinofila all'Università di Pisa, aveva per gli animali. "Il nostro desiderio più grande è quello di non fare appassire la dimostrazione dell'amore per Elisa in un fiore, ma di farlo durare nel ricordo di qualcosa che lei amava tantissimo - ha scritto infatti la sorella Elena su Facebook - sarà quindi possibile fare una donazione che verrà destinata al canile di Pistoia, sia presso la Pubblica Assistenza L'avvenire che con bonifico intestato a: E.N.P.A. Pistoia - IT73A0800313801000000102019. CAUSALE: In memoria di Elisa. Vi ringrazio ancora tutti per il sostegno e l'amore che ci avete dimostrato in questi giorni".

Sempre domani, 2 giugno, ma un'ora dopo, alle 16, nella Chiesa di San Pietro a Balconevisi (San Miniato), si svolgeranno anche i funerali di Federico, accecato da un'ossessione che è sfociata in un gesto folle. Un gesto che ha sconvolto chi conosceva Federico, la famiglia, gli amici. "Siamo ancora sconvolti, è difficile trovare una spiegazione a tutto questo - afferma Paola Coia, presidente del Tuttocuoio, squadra di serie D in cui il 25enne calciatore militava - io ho conosciuto un altro Federico, era un ragazzo solare, brillante, nonostante gli infortuni non si era mai perso d'animo. Anche mio figlio fa parte del Tuttocuoio e quando uscivano la sera io gli dicevo sempre 'Tu vai se torni con lo Zini'". Un ragazzo insomma su cui poter fare affidamento.

Zini era arrivato a settembre nelle file della società neroverde, era reduce da un grave infortunio e ne aveva subito un altro durante la stagione che si era conclusa con la salvezza. "E' arrivato da noi infortunato e ha lavorato tanto per riprendersi, poi ha subito un altro infortunio ed è stato fermo per altri tre mesi - ricorda la presidente Coia - nonostante tutto non si è mai lamentato, non ha mai sollevato un problema. Non ha mai mostrato tensione, nervosismo, niente che facesse presagire un gesto simile. Anzi era l'anima dello spogliatoio. A Correggio, quando lo scorso 6 maggio abbiamo conquistato la salvezza diretta, era accanto a me in panchina e al fischio finale si è alzato e mi ha abbracciato. Era contento".
Un grande attaccamento dimostrato verso i colori neroverdi tanto che aveva rinnovato il contratto per l'anno prossimo. "Proprio il giovedì prima della tragedia era venuto da me per firmare, poi la sera so che era stato a festeggiare con gli altri compagni di squadra, era un ragazzo che comunque usciva, si divertiva. Nessuno sapeva di questo suo malessere - prosegue Coia - mi aveva dato la sua disponibilità per un'iniziativa a metà giugno, aveva fissato le vacanze in Sardegna con un compagno di squadra. Insomma niente che facesse pensare ad un gesto così terribile. Per noi ora è difficile andare avanti, ci chiediamo se avremmo potuto fare qualcosa. Abbiamo perso Federico ma indirettamente anche Elisa. Ho sentito il padre e la madre del ragazzo più volte, da ieri Federico è a casa ma ancora non ho trovato il coraggio di andare, i compagni sono andati".

Per il Tuttocuoio è un altro duro colpo dopo la morte del giovane Lorenzo Burgalassi, 18 anni, ucciso in pochi giorni da una leucemia fulminante lo scorso settembre. "Sono due tragedie inaspettate che dobbiamo affrontare, è davvero dura ripartire".

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