Cronaca

Fibrosi polmonare idiopatica: convegno a due anni dal percorso multidisciplinare

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

A Pisa le malattie che colpiscono l’interstizio polmonare, fra cui la fibrosi polmonare idiopatica, si curano in team. Il percorso assistenziale di queste gravi patologie, per fortuna rare, ma non rarissime, è impostato infatti sul modello dei Gom-Gruppi oncologici multidisciplinari, e il vantaggio è lo stesso: per ogni singolo caso c’è un’èquipe multi specialistica - composta da tutti i professionisti coinvolti nella  patologia - che si riunisce una volta al mese esaminando ogni singolo caso e determinando quindi la diagnosi corretta e la terapia più appropriata. Tutto ciò in linea con i programmi di riorganizzazione del sistema sanitario, che prevedono che l’attività delle grandi strutture ospedaliere sia sempre più incentrata sulla gestione dei percorsi diagnostico/terapeutici..

Fra questi il percorso dedicato alle interstiziopatie polmonari è stato integralmente ristrutturato in Aoup 2 anni orsono, attivando un ambulatorio unico di  riferimento sotto la responsabilità della Dr.ssa Laura Tavanti dell’Unità operativa di Pneumologia I diretta dal Prof. Antonio Palla ed introducendo il concetto di valutazione multidisciplinare, quale fortemente caldeggiato dalle più recenti linee guida sull’argomento. E’ stato così formato un gruppo di specialisti coinvolti nella valutazione e nella gestione dei casi di interstiziopatia polmonare, includente pneumologi, radiologi, anatomo-patologi, chirurghi toracici, reumatologi e medici nucleari, definito Giip-Gruppo interdisciplinare interstiziopatie polmonari, coordinato dal Dr. Fabio Falaschi, direttore dellìUnità operativa di Radiodiagnostica 2. In particolare, la valutazione multidisciplinare è considerata irrinunciabile nella diagnosi di Ipf-Fibrosi polmonare idiopatica, che è la più frequente fra le polmoniti interstiziali idiopatiche con prognosi severa e la cui conferma diagnostica determina il potenziale accesso al trapianto di polmone o all’utilizzo di farmaci innovativi.

Il gruppo afferisce a sua volta al centro di riferimento toscano per la Ipf (Prof.ssa Paola Rottoli, Siena) e al Registro toscano delle malattie rare, coordinato a Pisa dal Prof. Stefano Bombardieri. Dopo un paio di anni di lavoro è sembrato quindi importante recuperare, tutti  insieme, le motivazioni dell’approccio multidisciplinare, riprendendo in esame le basi cliniche ed anatomo-patologiche della Ipf, enfatizzando il ruolo dell’approccio diagnostico mediante imaging, ripercorrendo le varie classificazioni e linee guida fino alle più recenti e attuali, con l’idea di condividere ed ottimizzare il percorso diagnostico, terapeutico e di follow-up. Da qui l’idea del convegno dal titolo: “La fibrosi polmonare idiopatica: un approccio multidisciplinare”, che si terrà il 20 giugno a Pisa, all’Hotel San Ranieri (inizio, alle 8.30). In questo contesto non mancheranno peraltro cenni alla evoluzione tecnologica, alla diagnostica differenziale e spunti di ricerca. Il valore dell’iniziativa sta quindi nel  ripercorrere, con approccio squisitamente multidisciplinare, le procedure coinvolte nel percorso diagnostico/terapeutico della Ipf, puntualizzare con gli operatori lo stato dell’arte delle varie metodiche, valutarne costi e possibili benefici e condividere l’esperienza e le conoscenze con tutti i colleghi interessati.

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