Cronaca

Figlie vendute in matrimonio: le giovani ritrattano le accuse

Davanti al giudice le due hanno raccontato una storia completamente diversa, che scagionerebbe il padre 46enne ancora in carcere

E' una storia diversa quella che le due giovani vittime, di 19 e 21 anni, hanno raccontato al Giudice per le Indagini Preliminari durante l'incidente probatorio. Il primo caso in Italia del reato di 'costrizione al matrimonio', scoppiato lo scorso settembre con poi l'arresto del padre 46enne ancora in carcere, cambia prospettiva: "Nostro padre non ci ha picchiato e non ci ha imposto le nozze. Sono stati i nostri fidanzati a metterci contro di lui".

Le nuove dichiarazioni fornite dalle ragazze, raccontate dai quotidiani locali, complicano così la vicenda. La ricostruzione fino ad ora conosciuta era quella dell'avversione del genitore alle relazioni delle figlie, che per sfuggire al controllo erano fuggite. Il padre aveva quindi denunciato il rapimento, con le due che sono state rintracciate. La più grande tornò a Coltano, dove poi sposa il cugino, con le immagini della Polizia che riprendono la dazione di denaro. Altre risultanze d'indagine - intercettazioni e le stesse accuse delle stesse figlie - convincono gli inquirenti ad intervenire. 

La ritrattazione della versione varia la prospettiva dell'indagine. L'avvocato del padre ha annunciato che farà richiesta di scarcerazione. Ad avvalorare tale istanza è, secondo il legale, anche il fatto che la 21enne sposata stia ancora con il marito 'indesiderato'. Il passaggio di denaro documentato dalle immagini della Polizia sarebbe stata la dote della figlia, come in uso nella loro comunità. La 19enne invece è sempre rimasta con il fidanzato, dal quale ora aspetta un figlio. 

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