Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Finalmente Pisa di nuovo in corsa per avere il tram

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Era il 1997 quando il Sindaco Piero Floriani (Assessore alla Mobilità Mauro Parigi, Assessore all’Ambiente Pierluigi D’Amico), d’intesa con la Provincia, Presidente Gino Nunes (Assessore all’Ambiente Terenzio Longobardi) inviò al Ministero dei Trasporti per il finanziamento il progetto preliminare di tranvia commissionato alla SYSTRA, una grande società di progettazione tuttora attiva. Era la cosiddetta “circolare dei lungarni”, con linee tranviarie urbane integrate con il sistema ferroviario esistente in un contesto di Area Vasta, come condizione per accrescere la domanda di trasporto e rendere economicamente conveniente l’investimento, finanziato dallo Stato e dagli Enti Locali. Il finanziamento arrivò (60 miliardi + 10 messi dalla Provincia) dopo la scadenza del mandato del Sindaco Floriani e le amministrazioni comunali di Pisa e di Livorno in carica rinunciarono all’elaborazione del Progetto Definitivo e quindi, di fatto, rinunciarono al finanziamento che andò perso, e con esso la prospettiva di un efficiente ed efficace sistema europeo di trasporto pubblico per la città e l’Area Vasta. Dopo 24 anni si riapre oggi una prospettiva tranviaria per la città. Non possiamo che esserne contenti e considerarla anche come una vittoria di chi come noi ha sempre sostenuto che solo con un servizio tranviario è possibile ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione in città e nell’Area Vasta. Non possiamo tuttavia tacere i molti limiti che presenta il progetto inviato al MIT, limiti che abbiamo da tempo evidenziato trovando però l’Amministrazione Comunale sorda ed indisponibile a qualsiasi confronto. Giudichiamo errato non inquadrare la linea proposta in un quadro più ampio e di più lungo periodo, quindi non inquadrarla come solo la prima di una rete di linee tranviarie cittadine e di Area Vasta. Quindi in un’ottica di Area Vasta occorreva proporre collegamenti ferrotranviari, usando le linee ferroviarie esistenti e/o potenziate, con Livorno, Cascina-Pontedera, Collesalvetti, Lucca, Viareggio, attraverso la tecnologia del Tram-Treno. Il progetto presentato non è inquadrato all’interno di un progetto più complessivo di trasporto tranviario cittadino articolato in più linee urbane che colleghino il centro urbano almeno anche con la Piazza dei Miracoli e il Litorale. In prospettiva si poteva prevedere che il tram raggiungesse anche l’interno del quartiere di Porta a Lucca, il CEP-Barbaricina, San Marco-San Giusto. Il percorso della linea di progetto non è in grado a parere de La Città ecologica di rispondere pienamente ai bisogni di mobilità dei cittadini avendo uno sviluppo troppo esterno al centro storico, l’area cittadina origine/destinazione della maggior numero degli spostamenti. L’ostinazione nel non aver voluto neanche prendere in considerazione il passaggio di questa prima linea dai lungarni è incomprensibile. È indispensabile avviare da subito lo studio di fattibilità di una derivazione della Linea per la quale si chiede il finanziamento che, attraversando i Lungarni, torni alla Stazione Centrale. Le opzioni appena dette, come pure l’adozione di un PUMS dell’intera Area Funzionale Urbana di Pisa e non del solo comune, avrebbero secondo noi dato più forza alla richiesta dei finanziamenti al MIT. Molti limiti quindi. Ora però non è il momento di recriminare. È il momento di “tifare” per il progetto presentato e auspicare che si possa finalmente iniziare a percorrere anche a Pisa la strada del Tram. In questi anni il MIT ha spesso imposto prescrizioni migliorative ai progetti dei Comuni prima di approvarli. Speriamo sia il nostro caso.
Associazione ambientalista LA CITTÀ ECOLOGICA

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