Cronaca

Arno: oltre due milioni di euro per la sua riqualificazione

Il finanziamento della Regione Toscana sarà suddiviso tra le Province di Arezzo, Firenze e Pisa, che comprendono il fondovalle del fiume: si punta a recuperare il rapporto con il territorio

“Riqualificare le pertinenze fluviali lungo l’asta principale dell’Arno con i suoi ambiti rurali, urbani, peri-urbani, recuperare il rapporto fiume-territorio tenendo conto anche delle necessarie misure di adattamento ai cambiamenti climatici, e costruire un contratto di fiume tra i diversi soggetti pubblici e privati interessati. Un progetto di grande rilevanza cui abbiamo destinato risorse importanti”. Così l’assessore regionale al governo del territorio Anna Marson, presentando il progetto di territorio di rilevanza regionale 'Sistema fluviale dell’Arno' alla cui attuazione la giunta regionale, su iniziativa dell’assessore, ha deciso di assegnare, nell’ultima seduta dell’anno, una somma complessiva di 2,3 milioni di euro in conto capitale. La cifra sarà ripartita tra le tre Province di Arezzo, Firenze e Pisa, i cui territori comprendono il fondovalle dell’Arno.

A ciascuna Provincia andranno pertanto 766.000 euro. Insieme alle tre Province, che hanno manifestato piena disponibilità e interesse, gli uffici regionali competenti dell’area di coordinamento Pianificazione territoriale e paesaggio definiranno strategie comuni e interventi specifici, riconducendo a sistema anche le iniziative già avviate.

I temi di intervento riguarderanno l’accessibilità e la fruibilità delle aree di pertinenza, sia in ambito rurale che urbano, la loro riqualificazione ambientale e paesaggistica, la riqualificazione degli insediamenti lungo il fiume, sia a livello urbanistico che edilizio, il recupero delle emergenze storico-culturali presenti.

“La riqualificazione del fondovalle dell’Arno - afferma l’assessore Marson - anche per gestire in modo soddisfacente gli effetti dei cambiamenti climatici, richiede la collaborazione di tutti gli attori, pubblici e privati, potenzialmente interessati. E’ per costruire un patto con tutti questi attori che abbiamo scelto di fare riferimento al ‘contratto di fiume’, una forma di partecipazione innovativa, già adottata in altri contesti italiani e europei”.

La prossima tappa sarà costituita da atti di intesa specifici per la formazione del progetto generale, l’individuazione degli interventi da attivare in via sperimentale e la stipula del contratto di fiume.

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