"Lo sport è a porte chiuse, ma a firmare per il Daspo si va lo stesso"

I gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti parlano di "situazione surreale" e chiedono la sospensione della misura fino alla riapertura degli stadi al pubblico

"Il calcio è a porte chiuse, e alla partita non si può andare, ma c'è chi deve recarsi a firmare, tre volte se si gioca in casa, per dimostrare che non è ad un evento sportivo, cui comunque non potrebbe accedere". I gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti denunciano la "situazione surreale" in cui alcuni sanzionati da Daspo si ritrovano, in un momento in cui al pubblico lo sport è comunque interdetto. "I nostri compagni non possono andare allo stadio, ma non possono neppure prendersi una giornata libera con la famiglia, perché c'è l'assembramento in Questura da onorare".

"Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica e tutta la città - proseguono nel comunicato - perché questa vergogna non passi sotto silenzio e sia conosciuta da tutti. In tempi di pandemia, e di difficoltà in ogni campo della vita e della società civile, l'Ultras, non solo a Pisa, ma in tutta Italia, rimane soggetto da colpire. Non chiediamo sconti o favori. Chiediamo onestà di giudizio e che si sospendano almeno le firme dei Daspo fin quando non sarà consentito ai tifosi di tornare ad affollare curve e gradinate".

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