Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Rom, 160 firme per chiedere progetti di inclusione: "Stop agli sgomberi"

Sono i genitori dei bambini che frequentano le scuole di Sant'Ermete e Putignano a scrivere al sindaco per chiedere un cambiamento nelle politiche sociali nei confronti dei rom, per garantire loro una vita dignitosa, mitigando i conflitti di vicinato nel quartiere

Un appello con 160 firme inviato al Ctp 3, al sindaco Marco Filippeschi e all'assessore alle Politiche Sociali Sandra Capuzzi per chiedere un cambio di rotta e lo stop alla politica degli sgomberi dei campi rom. La richiesta arriva da un folto gruppo di genitori di bambini che frequentano le scuole di Putignano e Sant'Ermete.

"I nostri figli e le nostre figlie hanno molti compagni e compagne che parlano altre lingue o i cui genitori sono nati in altri paesi. Molti di essi sono rom. Altri sono albanesi, tedeschi, filippini, marocchini, americani o di tante altre nazionalità e culture. I nostri figli sono loro amici. Giocano insieme, lavorano insieme, spesso litigano e poi fanno pace. Ai nostri figli non interessa se i propri amici sono rom oppure no. Per loro sono bambini e basta - si legge nella lettera - noi pensiamo che maggiore sia la diversità nella scuola, più i nostri figli impareranno a confrontarsi con tutti, a trovare accordi, a diventare cittadini consapevoli. E allora ben vengano tutte le nazionalità e tutte le culture, anche perché così sono le cose e negarle è inutile e controproducente. Dei bambini rom delle nostre classi abbiamo finito per conoscere anche i genitori e abbiamo avuto conferma che sono esseri umani come noi. Certo, spesso sono persone in difficoltà economiche o sociali. Spesso vivono in condizioni molto difficili".

"Ecco - proseguono i genitori - noi pensiamo che sia proprio su questo tema che il Comune dovrebbe intervenire. Infatti, più il disagio sociale è alto, più aumentano i conflitti tra le persone. Più le persone si sentono escluse ed emarginate più hanno comportamenti difficili da accettare. Nessuno di noi ha la bacchetta magica che crea posti di lavoro. Magari l'avessimo. In tempo di crisi sarebbe molto utile! Tuttavia non è creando un clima di allarmismo, che va ad aumentare l'ignoranza e la diffidenza pre-concetta, che questa realtà si modificherà. Non è sbattendo le persone per la strada, togliendo loro il terreno e la casa, condannandole al freddo e alla miseria che si risolvono i problemi! Chiediamo al Comune di cessare questa politica di sgomberi (peraltro illegali secondo le Linee Guida delle Nazioni Unite sugli sgomberi forzati e la Carta Sociale Europea): per cambiare la situazione attuale sono necessari progetti di seria inclusione - concludono - a partire dal diritto allo studio e politiche di più ampia visione per le generazioni future, che possano garantire a tutti una vita dignitosa e contribuiscano a mitigare i conflitti di vicinato nel quartiere".

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