Cronaca

Foibe, esodo istriano, Norma Cossetto: intitolate tre piazze a Cascina

Le cerimonie si sono tenute la mattina di sabato fra Zambra, Navacchio e Cascina

Si sono svolte nella mattinata odierna, 21 settembre, le cerimonie di intitolazione in varie zone del territorio cascinese. Il sindaco reggente Dario Rollo, insieme a componenti di giunta, consiglio comunale, autorità ed associazioni, ha inaugurato tre piazze, a Zambra, Navacchio e Cascina, volute dall'attuale maggioranza: Martiri delle foibe; Esuli d'Istria Fiume e Dalmazia; Norma Cossetto.

"Un significativo messaggio per ricordare pagine oscure della storia italiana e in memoria dei nostri connazionali che sono stati massacrati e uccisi nelle foibe o resi esuli dalle loro terre da parte delle truppe comuniste di Tito - afferma Rollo - la solennità civile per le vittime istriane-giuliano-dalmate giunge in colpevole ritardo nel nostro Paese che per anni, a causa di un certo oscurantismo, non ha avuto una cognizione reale di quello che é accaduto tra il ’43 ed il ’45 in un’ampia area nord orientale d’Italia dove il regime comunista slavo di Tito ha gradualmente massacrato, attraverso il crudele sistema delle Foibe, 11mila italiani e provocato l’esodo forzato di almeno 350mila persone. I totalitarismi, di qualunque colore, portano solo orrore e morte".

"Un pensiero particolare - aggiuge Rollo - è stato rivolto anche al nostro concittadino, Aldo Cipolli, classe 1918, Brigadiere di Pubblica Sicurezza in servizio a Trieste, arrestato nel maggio 1945 e deportato e tradotto nelle carceri di Lubiana per poi essere infoibato il 23 dicembre 1945 nell'abisso di Gorgola. Celebrazioni che non sono contro nessuno, ma sono a favore del ricordo per tutte le vittime della guerra e della violenza, al pari delle altre manifestazioni".

Grande soddisfazione e ringraziamenti sono stati espressi da parte della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati, istituzione che riunisce in un unico ambito diverse realtà associative nate in seno alla diaspora giuliano-dalmata dalla seconda guerra. Conclude poi il sindaco: "Una coraggiosa opera di ricerca storica ha ormai fatto piena luce sulla tragedia delle Foibe e dell’esodo, nonostante residuali inaccettabili tentativi di delegittimazione. Non dimenticare diventa quindi un imperativo che supera i confini materiali e ci supporta nella costruzione di un Paese sempre più liberale e democratico. Ecco perchè queste tragedie non possono e non devono ripetersi: un rischio che la mancanza di una memoria universale e condivisa renderebbe sempre attuale. E allora è giusto ricordare, spiegare, approfondire. E' doveroso tramandare alle future generazioni tutte le pagine della storia nazionale, anche le più difficili, le più tristi, le più inspiegabili. E queste targhe in queste piazze lo ricorderanno in futuro. Ricordare, per non dimenticare".

Sono intervenuti anche storici e testimoni reali di quelle tragedie facenti parte le associazioni degli Esuli: Carlo Cesare Montani (Esule da Fiume), Roberto Picchiani (figlio di papà infoibato nella foiba di Vines) e Claudio Bronzin (esule da Pola che ha perso la zia nella strage di Vergarolla).

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