Fondazione Teatro di Pisa, Diritti in comune: "I conti non tornano, serve un vero progetto di rilancio. Anche i lavoratori nel CdA"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Finalmente dopo un lungo ritardo sono stati depositati i bilanci della Fondazione Teatro di Pisa. Purtroppo, come ci aspettavamo e denunciavamo già da tempo, dalle carte emerge una situazione critica.
È da premettere che lo stato dei conti del Teatro Verdi, a fine 2019, non ha subito l'influenza della pandemia: questa, però, farà di certo sentire i propri effetti sull'esercizio di quest'anno, rischiando di aggravare ancora di più la condizione economico-finanziaria dell'ente.
Il dato lampante è la perdita di esercizio di 312 mila euro registrata a fine 2019 (che si va ad aggiungere a una perdita di simile entità del 2018), ripianata intaccando la riserva patrimoniale della Fondazione, a oggi ridotta a circa 78 mila euro. Allarmante anche l'ammontare dei debiti, cresciuto di mezzo milione di euro nel 2019 ed arrivato a toccare i 2 milioni di euro.
A ciò si aggiunge che alcuni soggetti, a partire da Toscana Aeroporti, già dal 2019 hanno ridotto il loro contributo fino ad azzerarlo nel 2020. Come abbiamo già rilevato, il disimpegno di Toscana Aeroporti nei confronti del teatro costituisce un vero e proprio messaggio politico alla città, completamente sottaciuto dal sindaco Conti, sempre più supino ai capricci della società che gestisce lo scalo pisano.
In una situazione così difficile, si ripete a più riprese nei documenti allegati al bilancio che la voce su cui intervenire è quella del personale: riteniamo questa logica sbagliata e fallimentare. A fronte di errori gestionali, i primi a pagare non possono essere i lavoratori, tanto più in una fase di emergenza come è quella che stiamo vivendo e in un settore, come quello della cultura e degli spettacoli dal vivo, quasi completamente fermo.
In quest’ottica, pensare di introdurre una nuova figura apicale come un Direttore generale, per di più con pieni poteri, senza aver chiarito quali sono le strategie e le risorse per il personale non è una scelta in alcun modo condivisibile. Di contro, invece, visto che è in discussione proprio in questi giorni la delibera di modifica dello Statuto della Fondazione, proponiamo che all'interno del Consiglio di amministrazione vi sia almeno un rappresentante dei lavoratori e delle lavoratrici, oggi del tutto non rappresentati.
Serve definire una strategia complessiva per il futuro del Teatro che a oggi, invece, manca completamente. Chiediamo quindi le dimissioni immediate della Presidente Tangheroni, dimostratasi non all’altezza nell’amministrare il teatro ed incapace di reperire le risorse per il suo funzionamento, come da lei stessa ammesso nel bilancio di previsione 2020, in cui arriva a nascondere il suo fallimento addossandone addirittura le colpe alla città, definita “un territorio che tradizionalmente non si è dimostrato incline al mecenatismo”.

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