Cronaca Putignano / Via Sant'Ermete Putignano

Via di Putignano, Una Città in Comune-Prc: "Fontana pubblica chiusa per impedirne l'utilizzo ai rom"

E' la denuncia lanciata mercoledì del gruppo consiliare. La motivazione della chiusura in una mail ricevuta dagli uffici comunali competenti. I consiglieri: "Il Comune chiarisca qual è se la sua posizione in merito a questa vicenda"

Una fontana pubblica chiusa dal Comune per impedire ai rom il suo utilizzo. E' questa la denuncia lanciata dal gruppo consiliare Una Città In Comune - Rifondazione Comunista che, nella giornata di ieri, ha depositato anche un'interpellanza per fare luce sulla vicenda. I consiglieri di Ucic-Prc hanno infatti ricevuto nelle settimane scorse diverse segnalazioni da parte dei cittadini che lamentavano la chiusura, avvenuta un paio di mesi fa, della fontana di via Putignano. A questo punto hanno chiesto informazioni agli uffici comunali per capire il motivo di questa scelta.

"Volevamo sapere - spiega Ciccio Auletta di Ucic - quali fossero le motivazioni per cui si privavano i cittadini di un servizio pubblico. La risposta che abbiamo ricevuto è stata sorprendente e cioè che la fontana è stata chiusa 'perchè ci andavano a prendere l'acqua gli zingari'". Auletta mostra poi la mail di risposta ricevuta dagli uffici comunali competenti. "Da questa mail - prosegue Auletta - apprendiamo che vi sono categorie di cittadini che non devono utilizzare un servizio pubblico. Nessuno nega che in questo momento il quartiere di Putignano sia attraversato da dei conflitti, ma è opportuno ricordare che chi toglie diritti a una specifica categoria, finisce per toglierli a tutti".

"L'acqua - afferma Marco Ricci di Ucic - è una risorsa irrinunciabile e un diritto fondamentale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti oltre che dai referendum sull'acqua pubblica. Se sulla chiusura della fontana di via Putignano la posizione dell'amministrazione è veramente quella descritta nella mail che abbiamo ricevuto dagli uffici, allora ci troviamo di fronte ad una scelta barbara in cui si nega un diritto a tutti i cittadini per impedire che un particolare gruppo di abitanti del quartiere utilizzi la fontana".

I due consiglieri chiedono quindi al sindaco e alla Giunta comunale di chiarire la loro posizione in merito alla vicenda. "Vogliamo sapere - concludono Auletta e Ricci - se la risposta fornita dagli uffici corrisponde alla posizione ufficiale del Comune. Se così non fosse, chiediamo che la fontanella sia immediatamente riaperta all’uso di tutta la cittadinanza. In caso contrario, saremmo in presenza di una grave discriminazione, che colpisce un gruppo e, contemporaneamente, priva l’intera cittadinanza di un servizio essenziale".

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