Cronaca

Forum economia: il distretto del cuoio di Santa Croce sull’Arno

Un incontro promosso da UniCredit e Associazione Conciatori per parlare di innovazione, internazionalizzazione, marketing, ma anche valutazioni degli aspetti creditizi. Perché la qualità della produzione non basta per competere sui mercati globali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Con un fatturato complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro, 300 concerie presenti ed una quota export del 70% il distretto conciario di Santa Croce rappresenta una delle piu' grosse realtà italiane del settore. Secondo i dati presentati da Riccardo Masoero, responsabile dell'ufficio Studi Territoriali e Settoriali di UniCredit, gli aspetti che più positivamente caratterizzano il distretto sono legati ai temi della ricerca della innovazione ed alle strategie di marketing a sostegno della filiera produttiva.

In particolare tra le imprese del distretto si effettuano sistematici investimenti in ricerca e innovazione stilistica e l'innovazione nello stile si concretizza in un'attività di collaborazione continua con la clientela di riferimento, (es. grandi griffe della moda). Già sul finire degli anni '90 il distretto ha fatto una sapiente operazione di riposizionamento strategico da mero fornitore di semi-lavorati conciari destinati a settori più ricchi ad effettivo creatore di contenuti moda, grazie alla sempre più stretta collaborazione con i brand della fashion industry.

Casi virtuosi di interazione con il mondo accademico della ricerca e della formazione sono quelli sviluppati con il Polo Tecnologico Conciario (finanziato direttamente dalle aziende che svolge attività di ricerca ed erogazione di servizi alle imprese locali) ed i corsi di laurea distaccati dell'Università di Pisa delle Facoltà di Ingegneria e di Chimica.

Sul fronte della strategia commerciale e del marketing, pur non trattando prodotti destinati al consumatore finale, gli operatori di tutto il mondo riconoscono i manufatti del distretto quali prodotti di assoluta eccellenza qualitativa. Il marchio "Pelle di Toscana" comunica in maniera univoca un brand che coniuga al tempo stesso contenuti di tradizione e di innovazione, creatività e rispetto dell'ambiente. La costante innovazione di prodotto è ormai un fattore di successo consolidato che si abbina ad un time-to-market sempre più rapido ed alla capacità di fare proposte creative alle imprese clienti del settore moda. Pur nella produzione di semilavorati, l'orientamento al mercato è uno degli elementi distintivi del distretto e ha contribuito in maniera determinante al riposizionamento su un segmento fashion oriented ad elevato valore aggiunto.

Inoltre in termini di performance ed efficienza il distretto ha segnato, a partire dal 2009, una crescita progressiva dei dati ed una importante indicazione di positività finanziaria. Sia il trend di fatturato che i due indicatori di redditività ed efficienza sono infatti in grande crescita.

(1) 2007 pari a 100

(2), valori in mgl/€

Di questi scenari ma anche di case history creditizie e parametri di valutazioni finanziarie si è discusso questa mattina nella sede dell'Associazione Conciatori a Santa Croce con Franco Donati , Presidente Associazione Conciatori Santa Croce sull'Arno e Alessandro Raffo, Area Manager Toscana Ovest UniCredit che hanno introdotto i lavori, mentre le relazioni tecniche sono state tenute da Riccardo Masoero, Resp.Territorial & Sectorial Intelligence UniCredit, Alessandro Francioni, Vicepresidente Associazione Conciatori e Vito Noto, Resp. Credit Hub Centro Nord.

"In uno scenario come quello col quale devono confrontarsi le aziende toscane del settore oggi - ha commentato Alessandro Raffo, Area Manager UniCredit per la Toscana Ovest - è necessario puntare su innovazione, internazionalizzazione, marketing, capacità di fare rete, tutela della qualità del prodotto. I nostri dati testimoniano che gli imprenditori del Distretto di Santa Croce sono pronti ad affrontare queste sfide e il nostro Gruppo sta lavorando per essere al loro fianco: nel distretto impieghiamo quasi 150 milioni di euro a fronte di una raccolta primaria di 60 milioni. Inoltre in tutta la regione Toscana abbiamo già accompagnato all'estero 688 aziende Toscane (tra marzo 2012 e aprile 2013) che hanno avviato o incrementato il proprio business all'estero grazie ai servizi del pacchetto UniCredit International".

"Fondamentale il dialogo tra impresa e sistema del credito-dice il presidente Assoconciatori Franco Donati- soprattutto nel quadro di un contesto economico delicato e in continua evoluzione e dove si confermano l'impegno ed anche gli sforzi del nostro comparto per mantenere le proprie prestazioni su livelli di eccellenza. Oggi l'impegno in conceria è certo diverso che in passato e i nostri imprenditori hanno bisogno di un supporto creditizio mirato, proprio in considerazione dei diversi tipi di produzione e con un incremento del credito stesso per far fronte ai rischi della variabilità del grezzo".

"Non c'è impresa senza il supporto del mondo del credito-afferma il vicepresidente Assoconciatori Alessandro Francioni- ed anche per il futuro sarà fondamentale che il nostro settore, nella sua specificità, possa trovare nella banca un interlocutore in grado di assecondarne le specifiche esigenze: le banche devono rimanere a contatto con il nostro comparto. La grande presenza di sportelli bancari nel territorio del distretto conferma questo forte legame, che vogliamo che sia sempre più razionale e utile a garantirci di confermare le nostre migliori performance".

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