Mazzolla, l'azienda dei servizi: "La frana ha causato la perdita d'acqua, non viceversa"

L'Azienda Servizi Ambientali analizza il caso, riportando anche l'esempio di una manutenzione avvenuta 10 giorni fa in via della Frana

L'Azienda Servizi Ambientali operativa a Volterra, in merito ai cedimenti del terreno avvenuti a Pasqua in località Mazzolla, specifica che "quando si verifica una frana o un movimento, i sottoservizi possono rimanere coinvolti e, a seconda della gravità del danno subito dall'infrastruttura, può verificarsi l'interruzione del servizio. Pertanto sono le tubazioni che di solito vengono danneggiate da questi eventi e, chiaramente, non viceversa. Quello che è accaduto a Mazzolla e in via della Frana ne è un'ulteriore riprova".

L'impresa ricostruisce quindi l'accaduto: "A Mazzola il cedimento del terreno ha messo in tensione la tubazione provocandone una leggera curvatura e una piccolissima perdita. Dalle immagini video in nostro possesso è possibile notare come dalla tubazione fuoriesca solo una goccia ogni 5 secondi, dato emerso comunque dopo la frana. Questo quantitativo esiguo di acqua non avrebbe mai potuto provocare un cedimento così importante. Viceversa le piogge consistenti hanno accentuato un movimento del terreno già attivo. Nei giorni precedenti, proprio a causa del movimento esteso del muro di contenimento, ASA ha effettuato varie ispezioni e verifiche con strumentazioni sofisticate che hanno confermato l'assenza di fughe idriche e fognarie. Circa tre mesi fa è stato eseguito un intervento preventivo e migliorativo su un breve tratto di fognatura".

L'ASA fa poi un esempio simile sempre a Volterra: "Siamo in via della Frana, e già il nome identifica il territorio, infatti come riportato nella carta dei dissesti geomorfologici relativi al piano strutturale di Volterra, vi sono mappate diverse frane attive. La strada cede, si abbassa e lo schiacciamento della condotta provoca una contenuta fuoriuscita di acqua. Proprio a causa del movimento della terra, la riparazione conseguente al movimento non può essere eseguita, per evitare ulteriore indebolimenti, per questo l'azienda ha ritenuto opportuno procedere, circa 10 giorni fa, con un bypass esterno con allacci distanti dall'area interessata dalla frana".

La conclusione, ribadita, è quindi che "il ripetersi delle frane non è riconducibile quindi a guasti dell'acquedotto e degli altri sottoservizi gestiti da ASA, ma evidentemente ci sono delle cause di natura geologica su cui sarebbe opportuno fare chiarezza. La fragilità del territorio e i cambiamenti climatici saranno sempre più protagonisti di eventi disastrosi (siccità, alluvioni e instabilità del territorio) e per fronteggiarli occorrono tempi lunghi e risorse economiche rilevanti".

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