Cronaca

Frana sulla via Francesca, la Provincia ai cittadini: "Ancora impossibile la riapertura della strada"

L'Ufficio Urp della Provincia pisana risponde alle molte sollecitazioni dei cittadini che vorrebbero la riapertura di metà carreggiata della provinciale Francesca, chiusa a causa di una frana

Dopo la raccolta delle 400 firme da parte dei cittadini di Montecalvoli, Santa Maria a Monte e Calcinaia, infuriati contro la chiusura della Strada Provinciale Francesca a causa di una frana, la Provincia pisana risponde alle domande sulle tempistiche dei lavori per la messa in sicurezza della strada, che prevedono tempi abbastanza lunghi. Già il 7 marzo scorso, la consigliera regionale Maria Luisa Chincarini ha effettuato un sopralluogo nell'area della frana ed ha telefonato al presidente della Provincia per cercare di fare il punto e capire i tempi di messa in sicurezza.

"In merito alle numerose mail pervenute da parte di cittadini che chiedono informazioni sulla possibilità di riapertura al traffico della Sp 5 - spiegano dal Servizio Viabilità della Provincia di Pisa - si fa presente che l'attuale condizione di instabilità del versante rende impossibile la riapertura della Strada anche solo per metà carreggiata. È ugualmente non percorribile la soluzione proposta di creare una viabilità alternativa avvicinadosi all'alveo dell'Arno in quanto mancano gli spazi utili proprio in corrispondenza del fronte di frana".

"La ditta incaricata e gli uffici tecnici della Provincia - concludono - stanno comunque facendo il possibile per mettere in sicurezza il versante per poter garantire, nel più breve tempo possibile, il ripristino delle condizioni minime di sicurezza necessarie per la riapertura del tratto di strada a senso unico alternato. Informazioni e previsioni più precise potranno essere disponibili nei prossimi giorni, con il miglioramento delle condizioni meteo e a seguito dei risultati delle indagini geologiche eseguite sul versante in frana".Frana Provinciale Francesca-2

"La Provincia asserisce che non sia percorribile la soluzione proposta in quanto mancano gli spazi - afferma Alessandro Tantussi, uno dei cittadini che hanno avanzato il progetto - quanto affermato non corrisponde al vero, mi sembra di poter dire che si sono limitati ad una risposta generica e pregiudizialmente contraria alle proposte dei cittadini senza motivare adeguatamente il rifiuto. Lo spazio per deviare la strada sulla resede della cava in disuso c’è, eccome se c’è. Il temporaneo spostamento della sede stradale, allontanando la viabilità di dieci metri dal versante,  porrebbe il traffico al riparo di eventuali ulteriori frane (frane che storicamente mai hanno invaso la cava stessa). Il muro di contenimento in blocchi autoportanti, ove fosse spostato sul confine della cava, avrebbe la funzione di garantire ulteriormente la sicurezza anche a seguito di eventi apocalittici - prosegue Tantussi - negli ultimi giorni i responsabili della Provincia hanno perfino impedito ai cittadini di recarsi sul posto, sia pure in condizioni di sicurezza, per verificare lo stato dei lavori. Non si capisce quali siano gli interessi che impediscono l’accoglimento della proposta. Credo che le istituzioni preposte non si rendano conto dell’entità dei danni arrecati alle attività economiche di Montecalvoli né dei disagi arrecati alla popolazione. Pur essendo un comune cittadino sono ben lieto di farmi portatore di una legittima protesta civica". 

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