Cronaca

Coronavirus, il professor Menichetti: "Il libero arbitrio ci dice di vaccinarci"

Il direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive in Commissione consiliare ha illustrato la situazione dell'epidemia in Toscana e ha spiegato i vantaggi della campagna vaccinale

"Tutte le strade portano al vaccino. Dal diritto al libero arbitrio a chi invoca la libera scelta, passando per chi ha a cuore la comunità e la stretta cerchia dei propri cari. Non esiste nessun'altra soluzione per sconfiggere il Coronavirus e uscire dall pandemia. Ci sono altri strumenti molto utili da affiancare al siero anti-Covid, come il Green pass, ma non si esce da questa strada: chi, ancora oggi, sostiene il diritto di evitare il vaccino commette un errore". Non le manda a dire il direttore di Malattie infettive dell'ospedale Cisanello Francesco Menichetti, ospitato nella seduta della 2° Commissione consiliare permanente, presieduta da Marcello Lazzeri (Lega).

Il primario, su richiesta dei consiglieri membri della Commissione, in seguito a una mozione proposta da Vladimiro Basta (PD), ha illustrato la fotografia attuale dell'emergenza Coronavirus e della campagna vaccinale in Italia. "Attualmente il 75% della popolazione italiana è stato vaccinato. Direi che la campagna sta andando molto bene e l'adesione è stata ottimale - è il commento del direttore di Malattie infettive - gli ultimi dati a nostra disposizione spingono a vaccinarsi: il contagio viene ridotto del 70%, il rischio di essere ricoverati cala del 95% così come la possibilità di finire in terapia intensiva". Da questi numeri Menichetti si aggancia alla situazione attuale nella struttura di Cisanello, "dove prevalentemente vengono ospitati soggetti non vaccinati. Il numero comunque continua a essere ridotto per merito della stragrande maggioranza della popolazione che ha aderito alla campagna vaccinale. Anche i no-vax stanno beneficiando della scelta dei soggetti che si sono vaccinati".

Menichetti spinge anche le donne in gravidanza a sottoporsi al vaccino: "Le ultime evidenze scientifiche sottolineano che il rapporto rischi/benefici è di gran lunga positivo. Contrarre il Covid durante la gravidanza comporta invece rischi seri sia per la mamma che per il bambino in grembo". Il primario concentra poi l'attenzione sui circa 2,5 milioni di over 50 che non hanno ancora ricevuto neppure la prima dose: "Si tratta di soggetti a forte rischio complicazioni in caso di contagio. Devono essere spinti al vaccino attraverso il convincimento e, perché no, anche con un inasprimento dell'applicazione del Green pass". Un tema sul quale Menichetti approfondisce la propria idea: "Più che l'obbligo vaccinale, definirei in modo più restrittivo il Green pass. Lasciando la libertà di ottenere l'accesso a posti di lavoro e luoghi pubblici attraverso il tampone negativo, si lascia aperta la porta a molti scettici del vaccino. Se, invece, si restringesse l'ottenimento del Green pass ai soli vaccinati e guariti, automaticamente si restringerebbe la finestra. Mi auguro che nelle prossime settimane il governo rivaluti la questione e vada verso questa strada".

Il professore si sposta anche sul tema della scuola, per il quale tesse le lodi del personale e del corpo studentesco: "Il governo ha preso la giusta decisione di spingere sulle lezioni in presenza. Ne va della salute di ragazze e ragazzi e del futuro del nostro paese. I dati ci dicono che il 95% del personale è vaccinato, così come il 75% degli studenti. Sono numeri importanti, incoraggianti e che ci lasciano sperare che la Dad sia sempre più uno spettro lontano. Ovviamente non dobbiamo calare l'attenzione: i comportamenti individuali e una rigorosa sorveglianza rimangono centrali per la sostenibilità della scuola in presenza".

Per quanto riguarda invece l'obiettivo dell'immunità di gregge, tanto sbandierato all'inizio della campagna vaccinale, Menichetti predica pragmatismo: "Con le nuove varianti è sostanzialmente irraggiungibile. Ciò non vuol dire che la pandemia durerà all'infinito. Crescendo il numero dei vaccinati, le varianti faticheranno a imporsi e di conseguenza il virus diventerà controllabile. L'obiettivo a corto raggio più facilmente raggiungibile è la riduzione degli accessi ospedalieri dei soggetti positivi. Tenere libere le strutture ospedaliere è vitale per il Sistema sanitario, perché ci consente di erogare le cure a tutti gli altri malati. Se, grazie ai vaccini, il virus continuerà a circolare in modo asintomatico o paucisintomatico, ce ne faremo una ragione. Nell'attesa che la ricerca scientifica ci fornisca vaccini ancor più efficaci".

"Vaccini che saranno sicuramente a m-Rna - conclude Francesco Menichetti - sono innovativi e rappresentano il futuro della medicina. Il limite attuale è la durata della protezione. Ecco perché siamo partiti con la terza dose agli ultra fragili. Ritengo che una nuova somministrazione debba essere indirizzata a tutti, nessuno escluso. Una volta esaurita la platea delle persone ultra fragili, si dovrebbe passare ai sanitari, che hanno ricevuto il vaccino tra gennaio e febbraio del 2021, proseguendo poi in ordine di età: dai più anziani ai più giovani".

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