Scomparsa del professor Franco Mosca: profondo cordoglio nella 'sua' Pisa

Tanti i messaggi che in queste ore stanno giungendo per manifestare vicinanza alla famiglia e ricordare con affetto il grande chirurgo

Si moltiplicano in queste ore i messaggi di cordoglio per la scomparsa del professor Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale che aveva trovato in Pisa la sua città d'adozione. Considerato un 'luminare', Mosca è deceduto a 78 anni dopo una malattia. La camera ardente sarà allestita nella Chiesa Parrocchiale di Campo lunedì 1 giugno, dal primo pomeriggio.
In tanti lo ricordano non solo come un grande chirurgo, ma anche come un grande uomo.

"La Scuola Superiore Sant’Anna si unisce al dolore dei familiari, della comunità accademica e della città di Pisa, ricordando il valore di alcune parole chiave che hanno guidato l’azione di Franco Mosca (ex allievo del Collegio medico giuridico della stessa Scuola, ndr). La competenza e il merito come solide basi della collegialità per la formazione universitaria, come nella tradizione della Scuola Superiore Sant'Anna. Ma ancora innovazione tecnologica e medicina che hanno portato Franco Mosca a spaziare nei suoi interessi e non soltanto in quelli scientifici, intuendo il valore dell'integrazione - afferma la rettrice del Sant'Anna Sabina Nuti - per Franco Mosca, questa capacità si è trasformata nella possibilità di migliorare e salvare la vita a numerosi pazienti, ad esempio intuendo tra i primi le potenzialità della robotica applicata alla chirurgia. La filantropia, che lo ha portato a essere uno dei primi a mobilitarsi per raccogliere fondi a sostegno dei giovani capaci e ad attuare iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della ricerca scientifica, come ha fatto con la Fondazione Arpa. La presenza di Franco Mosca alla Scuola Superiore Sant’Anna è stata costante. Per coordinare l’Associazione Ex-Allievi e per supportare tutte le iniziative a sostegno dei giovani, che fossero medici o giuristi o ingegneri. Nel 2017 e nel 2018 ha affrontato una nuova sfida, accettando l’incarico di direttore organizzativo del Festival Internazionale della robotica di Pisa. La nostra comunità ricorderà Franco Mosca, la sua figura di scienziato e di grande medico chirurgo sempre attento alle esigenze formative dei giovani di talento".

Vivo ricordo anche da parte dell'ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi. "La sua fama di chirurgo era grande, ma ho capito meglio chi fosse e quanto fosse importante, e quanto Pisa fosse fortunata ad essere la sua città d’adozione, quando lo ho avuto come interlocutore, da sindaco. Franco Mosca aveva grande cultura, curiosità per ogni innovazione e gusti raffinati, per l’arte, per tutto. Apparteneva ad una generazione con un certo concetto di classe dirigente: come élite colta e a disposizione, con suoi diritti di status e leadership e suoi doveri per la collettività - afferma Filippeschi - e faceva sentire con orgoglio lo stampo da allievo della Scuola Sant’Anna. Come chirurgo, figlio di una grande scuola pisana, aveva raggiunto i traguardi e i riconoscimenti più importanti, anche a livello internazionale. L’Ospedale e l’Università di Pisa, la Toscana, devono soprattutto alla sua creatività e alla sua tenacia, alle sue capacità manageriali, la realizzazione del centro-trapianti e dei suoi primati nazionali. Altissima specializzazione che ha ridato vita e speranza a tante persone, venute a Pisa da ogni parte del paese. Un percorso che ha formato giovani medici e equipe multidisciplinari di alto livello, coinvolgendo e valorizzando un’intera struttura ospedaliera e il sistema sanitario pubblico regionale. Un patrimonio grande e irrinunciabile. Come da non perdere è la traccia che Mosca ha segnato per l’avvento della chirurgia robotica. Il professore sapeva essere severo e deciso, ma più di una volta l’ho visto commuoversi, nel ricordare una persona, nel ricevere un riconoscimento: come se l’autorevolezza e l’esperienza avessero sempre un punto critico dove passione, affetto e spiritualità prevalevano". "Avevamo condiviso l’idea del Festival Internazionale della Robotica, che solo lui poteva realizzare. Con Paolo Dario, pensò e avviò un’avventura notevole, un unicum europeo di altissimo livello e straordinaria visibilità, che ha dato consapevolezza di una missione nuova per la nostra città. Avrebbe meritato ancora sostegno e riconoscenza - prosegue Filippeschi - ma Franco, forte combattente, era rispettoso delle istituzioni e dava l’importanza dovuta alle forme. Teneva al riscatto dei nostri valori storici e al futuro delle nostre vocazioni, al superamento dei provincialismi e su ciò ti misurava: sapeva riconoscere le fatiche degli altri, dava attenzione alla persona. Mi si stringe il cuore nel ricordo di quando si appassionò al tentativo di recuperare la Stazione Marconi di Coltano e mi portò a casa del suo caro amico Andrea Bocelli per registrare una trasmissione di promozione per la Rai. È un esempio della sua generosità, sempre molto concreta. Pisa, grazie a lui, alla sua visione, alle sue relazioni, al respiro delle sue iniziative, anche a quelle della sua Fondazione, ha raggiunto livelli che ora sarà difficile mantenere. Troppo presto ci ha lasciati".

Ha avuto modo di conoscerlo da vicino da presidente della Provincia di Pisa anche l'attuale consigliere regionale Pd Andrea Pieroni che ricorda le caratteristiche del grande chirurgo: "Motivato, brillante, caparbio ed appassionato, di lui mi hanno sempre colpito la pervicacia che metteva nella sua attività medico-scientifico, così come la voglia di operare sul fronte della cultura e della solidarietà. Con la Fondazione Arpa ed il Festival della Robotica dette vita a iniziative che hanno dato lustro a Pisa ed al suo territorio. Molte le occasioni in cui ci siamo trovati fianco e fianco, specialmente quando ero presidente della Provincia. Ricordo la passione con cui mi parlava del suo progetto per il turismo dei trapiantati, rimasto incompiuto. Una grave perdita. Mi unisco al dolore della famiglia, della città, della comunità scientifica tutta e di coloro che hanno avuto il privilegio di poterlo avere come amico".

Colpito e commosso dalla notizia della scomparsa anche il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo: "Ricorderò sempre una persona che ha saputo scommettere e investire su Pisa e la sua sanità, farne una città punto di riferimento nel settore dei trapianti ma anche il cuore dell'innovazione, dello sguardo rivolto al futuro e il crocevia delle migliori energie in circolazione. Ma soprattutto una persona attenta e desiderosa di ascoltare e consigliare i più giovani - afferma Mazzeo - spiace solo che nell'ultimo anno proprio Pisa avesse voltato le spalle mettendo fine all'esperienza del Festival della Robotica. Un appuntamento che, da oggi, avremo un motivo in più per riuscire a recuperare e, magari, organizzare nel 2021 in suo onore accanto all'AgriRobofiera, la rassegna che l'emergenza Covid ha impedito si potesse svolgere quest'anno a San Giuliano Terme".

Cordoglio e vicinanza alla famiglia da parte del presidente del Consiglio comunale Alessandro Gennai: "Con il professore Franco Mosca mi legava, oltre ad un lungo legame professionale, anche un sincero e profondo legame di amicizia. Ci mancherà moltissimo”.

Anche gli Amici di Pisa piangono la scomparsa del professor Mosca, socio onorario dell'associazione. "Per Pisa - afferma il presidente Stefano Ghilardi - è una grave perdita, non solo nel campo scientifico, ma anche in particolare per l’Internet Festival e della Robotica. Ho conosciuto il professore a San Miniato, anche lui socio della Fondazione CRSM, sempre gentile e disponibile. Gli Amici di Pisa lo ricorderanno per il suo alto spessore professionale e umano. Siamo orgogliosi che sia stato anche uno dei nostri".

La Fondazione Stella Maris piange la scomparsa del professor Franco Mosca, e lo fa attraverso le parole del suo presidente Giuliano Maffei: “Franco Mosca, carissimo amico di Stella Maris, dove ha svolto per molti anni la sua missione come consigliere di amministrazione, è rinato al cielo. Luminare della medicina e della chirurgia aveva una grande intelligenza ed un grande cuore che gli avevano fatto cogliere ed apprezzare il senso più profondo ed autentico del dono ricevuto di tanta sapienza e maestria medico-chirurgica grazie alla quale ha salvato molte vite umane.
Per questa consapevolezza, con determinazione ed umiltà, ha saputo e voluto donare a tutti la speranza della scienza e dell’amore. Ciao Professore, ci mancherà il tuo sguardo luminoso e innovativo, ma ti ricorderemo sempre con affetto e con la preghiera nella certezza che da lassù potrai continuare ad amarci e a seguire le opere di bene che hai promosso e fatto crescere".

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