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Autobus, furti a bordo dei mezzi: autisti e sindacati chiedono aiuto al prefetto

Una lettera, inviata lunedì al prefetto Visconti, segnala "la gravità della situazione" e chiede che vengano ripristinati i controlli a bordo dei mezzi. La linea più colpita è Lam Rossa. Numerosi anche gli episodi di minacce ai danni degli autisti

(foto d'archivio)

Una lettera per "segnalare la gravità della situazione relativa ai furti che quotidianamente si verificano a bordo degli autobus”. E' quella che i sindacati degli autoferrotranvieri di Pisa (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal) e le Rsa della Ctt Nord, l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico su gomma nelle province di Pisa, Lucca e Livorno, hanno inviato ieri al prefetto Attilio Visconti. “La linea denominata Lam rossa – si legge nella lettera – è sicuramente quella più bersagliata. In passato sono stati effettuati degli interventi, da parte delle forze dell’ordine, che si sono rivelati molto efficaci. La mancata perpetrazione di tali interventi ha poi riportato la situazione alla gravità".

La vicenda non è nuova tanto che i sindacati, in passato, hanno più volte denunciato la questione. "E' una situazione che va avanti ormai da parecchi anni – dice Fabrizio Genovesi, autista della Ctt Nord e segretario provinciale della Faisa-Cisal – e che ormai è diventata insostenibile. Capiamo che si tratta di un fenomeno difficile da debellare, ma quello che ci fa arrabbiare è che sembra che manchi la volontà per farlo". A compiere i furti, una decina al giorno secondo i sindacati, sarebbero infatti almeno tre-quattro gruppi composti sempre dalle solite persone. Individui già noti alle forze dell'ordine e, probabilmente, già denunciati più volte. "Il primo gruppo è composto da 3-4 ragazze di etnia Rom – spiega Genovesi – molto giovani, forse minorenni. Il secondo è invece composto da ragazzi nord africani, probabilmente algerini".

I borseggiatori agiscono seguendo più o meno sempre il solito copione: "Si vestono come dei normali turisti con tanto di mappe della città in mano – ci racconta un autista che preferisce però rimanere nell'anonimato – e quando l'autobus si ferma, in particolare nella zona della stazione e della Torre, approfittano della calca per agire. La vittime sono solitamente gruppi di turisti stranieri". Un fenomeno che si intensificherebbe ulteriormente nel periodo estivo e in quello natalizio, quando è maggiore il numero di turisti in città. In quei periodi arriverebbe infatti a Pisa, utilizzando il treno, almeno un gruppo di borseggiatrici, probabilmente provenienti da Genova o La Spezia.

Ma a pagare le conseguenze di questa situazione sono anche gli autisti e i verificatori della Ctt Nord, costantemente minacciati quando tentano di contrastare i furti o avvertire i viaggiatori della presenza di malintenzionati. "Minacce verbali –  continua Genovesi – che in alcuni casi si sono però trasformate in vere e proprie aggressioni fisiche, con colluttazioni tra i borseggiatori e gli autisti che, per opporsi a questi, avevano fermato l'autobus e chiamato la Polizia. In un caso le minacce sono proseguite addirittura per diverso tempo, dopo che il ladro, colto sul fatto, era stato prelevato e portato in caserma per essere identificato".

I sindacati chiedono quindi al prefetto che vengano ripristinati i controlli a bordo dei mezzi e che "siano messe in atto tutte le misure possibili affinché il problema dei borseggi a bordo dei bus sia definitivamente risolto". Conclude il sindacalista: "Il controllo e la sicurezza dei viaggiatori non può essere delegato all'autista. Fin ora, in molti casi, è stato così perché molti di noi, per senso di responsabilità, hanno deciso di intervenire a loro rischio e pericolo".

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