Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Ladri nelle campagne pisane, rubati 40 capi di bestiame: "E' escalation di furti"

Allarme lanciato da Coldiretti Pisa sul fenomeno, in costante crescita. Sotto assedio macchine agricole, strumenti e gasolio delle aziende

Escalation di ruberie nella campagna pisana. Coldiretti Pisa denuncia un nuovo caso di abigeato, il furto di bestiame, a danno di un'azienda di allevamento. Decimato il gregge: spariti in cinque mesi 40 capi tra pecore ed agnellini. Sono ormai numerose le segnalazioni di casi simili, che spaziano dal furto degli ortaggi alle macchine agricole. Si tratta di un "fenomeno in costante crescita - spiega in una nota l'associazione - e si accompagna spesso con la notte e la mancanza di controlli e vigilanza. In Italia, solo nel 2015, sono avvenuti 2.570 furti di attrezzature e trattori ed anche 490 casi di abigeato".

Si tratta con tutta probabilità di bande e gruppi di ladri organizzati, che vanno alla ricerca di mezzi agricoli, bestiame, macchine agricole e utensili da lavoro facilmente rivedibili sul mercato nero. Non tutte le razzie sono però denunciate. "Gli animali rubati - spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa - alimentano il fenomeno della macellazione clandestina particolarmente pericoloso anche per la salute dei cittadini, perché privo delle necessarie garanzie sanitarie che devono accompagnare il bestiame messo in commercio. Serve più controllo sul territorio, in particolare nelle aree più marginali dove i furti e i vandalismi sono più frequenti".

Clamoroso il caso, a Fauglia, sempre nel pisano, dove lo scorso mese di novembre è stata portata via una intera mandria di pecore, cani compresi. "La campagna non può diventare terra di nessuno - spiega Aniello Ascolese, Direttore Coldiretti Pisa - dove insieme ai furti le aziende subiscono atti di vandalismo che in gran parte non vengono più neanche denunciati. Alla base di tutto ci deve essere il riconoscimento delle imprese e delle famiglie che operano e vivono in campagna quale tessuto sociale garante di una legalità diffusa, di una nuova inclusione sociale e di prevenzione della criminalità. Ci troviamo di fronte, secondo la Direzione Antimafia, ad una criminalità organizzata che incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perché, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori".

Coldiretti rivolge un "ringraziamento ed un plauso alle forze dell'ordine che svolgono un preziosa azione di contrasto e di prevenzione, che va ancor più sostenuta e rafforzata dalle Istituzioni pubbliche competenti, invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio".

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