Cronaca

Furti nelle chiese, razzia di ostie, il vescovo: "Oltraggi satanici?"

Un lungo elenco di profanazioni è stato diffuso dall'arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto che si domanda il perchè di un tale attacco alla Chiesa. Benotto chiede alle comunità di fedeli veglie di preghiera di riparazione

Allarme dell'arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, per un ripetersi di furti di ostie nelle chiese della diocesi in questi ultimi giorni. "Siamo di fronte solo a dei furti o non piuttosto ad una serie di tragiche profanazioni? C’è in atto la manifestazione di una mancanza di conoscenza di che cosa sia in gioco in furti di questo genere o non piuttosto una deliberata voglia satanica di colpire vigliaccamente il Mistero cristiano?" scrive Benotto in una lettera a sacerdoti, religiosi e fedeli, in cui chiede a parrocchie e comunità religiose "di indire in questa settimana pubbliche preghiere di riparazione soprattutto con una prolungata adorazione dell’Eucaristia".

Nella lettera l'arcivescovo ricorda che "dopo un furto nella Pieve di Calci e un tentativo di scardinamento della porticina del tabernacolo della chiesa di Oratoio, con il furto di una antica lampada, avvenuti nello stesso giorno, lunedì 18 febbraio, nel primo pomeriggio, è stato forzato il tabernacolo con il furto delle pissidi e della porticina del tabernacolo della chiesa di S. Maria Assunta in Marina di Pisa: le ostie consacrate sono state gettate ai piedi dell’altare".

Ieri invece "è stato forzato il tabernacolo della chiesa di San Frediano a Settimo: rubate la porticina e le pissidi con le ostie consacrate". Stamani poi, verso le 8.30, "è stata divelta e rubata la porticina del tabernacolo della chiesa di Riglione e rubata la pisside con le ostie consacrate. Sempre in mattinata è stata divelta e rubata la porticina del tabernacolo della chiesa di San Martino e insieme sono state rubate la pisside con le ostie consacrate e una reliquia del Beato Giuseppe Toniolo".


Per monsigno Benotto "la comunità cristiana non può rimanere impassibile. Non si può rispondere a queste offese, chiudendo le chiese e aprendole solo per le celebrazioni liturgiche. Se siamo di fronte alla manifestazione del 'mistero di iniquità' e quindi dell’odio contro ciò che è sacro, noi non possiamo rispondere che con l’amore e la preghiera, con la riparazione e l’invocazione al Signore per la conversione di chi ha compiuto questi atti di profanazione". Per questo chiede di indire pubbliche preghiere di riparazione. (fonte Ansa)

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