Gasolio nel fiume Morto, animali e piante a rischio: "Si faccia chiarezza"

Legambiente Pisa chiede che siano individuati i responsabili degli sversamenti di idrocarburi. E' la seconda volta in un mese che l'episodio si verifica. Intanto il deputato del Pd Gelli presenterà un'interrogazione al Ministero dell'Ambiente

Il gasolio nel fiume Morto

Preoccupati, anzi preoccupatissimi. Tra i volontari di Legambiente Pisa c'è grande timore per il destino di molte specie di animali e piante dopo l'ennesimo sversamento di idrocarburi nel fiume Morto. "Gli sversamenti di gasolio degli ultimi giorni hanno dato un durissimo colpo alla vita che si ostina a popolare le sue acque: pesci, uccelli, molti piccoli animali e le piante sono tutti a rischio di sopravvivenza, soffocati dalla pellicola d’idrocarburi che copre la superficie dell’acqua" afferma la presidente Ilaria Sbrana.
"L’Arpat già il 16 agosto aveva verificato e documentato l’ennesima contaminazione a Gello in corrispondenza della caserma Gamerra, fenomeno ripetuto il 25, quando ormai tonnellate di inquinanti si spostavano inesorabilmente verso il mare - prosegue Sbrana - il direttore del Parco, Andrea Gennai, ha opportunamente presentato una denuncia alla magistratura; con il direttore, tutto il personale del Parco e l’intera città di Pisa aspettiamo i risultati di una indagine tempestiva". E se l'Arpat da un lato sostiene che il gasolio potrebbe venire dalla caserma Gamerra, dall'altro lato i parà negano ogni responsabilità e si dicono pronti ad accogliere i tecnici ambientali per un sopralluogo.

"Pensiamo che un sopralluogo lungo il breve tratto sospetto possa risolvere il dubbio: da dove comincia la macchia galleggiante di idrocarburi? La comunità pisana ha il diritto di conoscere i responsabili e pretendere che venga eliminata l’origine del danno, oltre alle dovute sanzioni - prosegue la presidente di Legambiente Pisa - nel frattempo siamo costretti a sperare che il gasolio non arrivi e distrugga irreparabilmente l’ambiente costiero che, come ci dice il biologo del Parco Antonio Perfetti, è (o era?) un rifugio per aironi, cormorani, falchi di palude e molte altre specie. Se arrivasse il gasolio, sarebbe la fine".

FEDERICO GELLI. “Si faccia immediatamente tutto il necessario per scoprire cause e responsabilità e si interrompa subito questo immane danno ambientale in uno dei patrimoni naturali più importanti della Toscana”. E' quanto auspicato da Federico Gelli, deputato pisano del Pd. “Presenterò un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente - continua Gelli - per metterlo a conoscenza di questo incalcolabile danno ambientale e d’immagine e perché si interrompa uno spregio che colpisce un luogo che l’Unione Europea ha classificato come sito di interesse comunitario e zona a protezione speciale. Non è possibile pensare che ciò possa riaccadere né tantomeno restare impassabili di fronte al rischio concreto di vedere ulteriormente danneggiate le tante specie rare che vivono in quei luoghi”.

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