Gatti adulti e cuccioli nel campo rom in sgombero: lavori fermi

Cantiere bloccato per la presenza degli animali, da valutare nel numero. L'assessore Bedini: "Non potevamo agire in modo diverso"

Foto da Facebook 'Gatti Pisa'. Sotto foto del Comune di Pisa

Decine di adulti e cuccioli, questi in particolare rimasti intrappolati sotto le macerie. Affamati, feriti o malati, ma vivi. Il campo nomadi di Oratoio, sgomberato in via definitiva lo scorso 4 settembre, mostra in questi giorni un altro problema fino ad ora non affrontato: dopo la procedura di allontanamento ed assistenza delle persone c'è anche quello della tutela della popolazione animale, gatti in particolare. 

Da qualche giorno, dopo il primo appello di 'Gatti Pisa', soggetto attivo da anni sul territorio, diverse associazioni si sono mosse per assistere e recuperare gli animali. La convinzione è però che ve ne siano molti in stato di randagismo e intrappolati sotto le macerie. La presidente di 'Gatti Pisa' Filomena Martino spiega che "è difficile dare un numero preciso, ma saranno almeno 30 o 40 ancora da assistere. Io ne ho raccolti 11, poi sapevo il gattile a Marina di Pisa 7-8, 'Gatti Mammoni' 7 e Anpana ha dichiarato di averne recuperati una 15ina". Il problema è stato che "non ci si è proprio posti il problema della presenza degli animali prima dello sgombero. E lo vieta la legge di operare nel caso ci siano animali vivi sul sito. Sicuramente durante lo sgombero sono morti tanti animali. Oggi i lavori sono fermi, ma sono andati avanti per giorni".

"In quanto randagi - spiega Martino - questi gatti sono di competenza del Comune. Vanno presi in carico, curati e sterilizzati, infine collocati. E' una situazione critica che non può gravare solo sul volontariato. Ci sono poi dei costi da sostenere: basti pensare che da listino l'assistenza di un giorno può costare ad esempio 180 euro, una sterilizzazione 120 euro. Su una presenza di 70 gatti, si può stimare 10mila euro di spesa. Un intervento che andava programmato, perché era noto che in un campo nomadi, specie se così grande, ci sarebbero stati molti animali presenti. Credo sia un dato di fatto che non ci sia stato un piano in merito".

"E' stata un'operazione inappropriata e contro la legge quella dello sgombero in questo modo - conclude la presidente dell'associazione - vogliamo ora sapere come intende operare il Comune. Per questo abbiamo denunciato il caso. Serve un tavolo con le associazioni, siamo pronti ad un esposto in Procura se necessario". 

Nel pomeriggio di oggi, 11 settembre, Palazzo Gambacorti informa in una nota che "l'ufficio Ambiente e Animali del Comune di Pisa, in accordo con il Servizio Veterinario della Asl, sta effettuando proprio in queste ore un sopralluogo, insieme ai volontari dell'associazione ex Anpana, per quantificare la presenza di animali rimasti nell'insediamento abusivo di via Maggiore a Oratoio, al fine di valutarne la compatibilità con la cantierabilità dell'area e predisporre gli interventi da adottare prima di proseguire con le azioni di pulizia e bonifica della zona, che sono urgenti e proseguiranno speditamente".

"Fin da subito - chiariscono dall'ufficio Ambiente - abbiamo affrontato il problema della presenza dei gatti nell'insediamento abusivo. Al momento della chiusura definitiva del campo rom erano presenti due operatori dell'associazione Nogre (ex Anpana), dotati di appositivi dispositivi sia per la protezione individuale che per il prelievo degli animali. Alcuni cuccioli individuati subito, sono stati prelevati nello stesso giorno". Non sono stati fatti sopralluoghi prima "vista l'urgenza dettata da motivi igienico sanitari che ha portato all'emanazione dell'ordinanza di chiusura dell'insediamento abusivo". Le operazioni di ricognizione continueranno nei prossimi giorni. 

"Tutte le misure che andavano adottate le abbiamo adottate - dichiara l'assessore all'Ambiente Filippo Bedini - lo sgombero definitivo del campo era questione delicatissima e non potevamo agire in modo diverso. Il problema dei gatti mi sta molto a cuore, ma non poteva essere risolto prima di adesso. Anche stamattina sono stati recuperati due piccoli. Gli operatori assicurano che di gattini ne sono rimasti pochissimi, che saranno presi entro breve. I grandi hanno cibo e acqua in zona sicura, stiamo istituendo una postazione ad hoc, già individuata con il dottor Del Torto e il responsabile dell'ufficio ambiente".

Conclude con una nota piccata l'amministratore: "Non capisco chi fa polemiche ora che stiamo affrontando la criticità ed è rimasto in silenzio per 30 anni di vita del campo: in quali condizioni pensano questi signori che fossero tenuti gli animali quando il campo era abitato? Abbiamo già fissato per venerdì un incontro tecnico a Palazzo Gambacorti, aperto anche alle associazioni animaliste che si sono rese disponibili ad ospitare gli animali, per concordare le modalità degli interventi futuri".

gatti via Maggiore-2

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