"La Geotermia torna fra le fonti rinnovabili", Rossi: "Nuovi investimenti della Regione"

Il governatore della Toscana ha annunciato i nuovi provvedimenti in corso di formazione per tutelare e rilanciare il settore

"Ho parlato stamani (10 gennaio ndr) con la sottosegretaria Alessia Morani del Ministero dello sviluppo economico. Mi ha rassicurato sul fatto che a febbraio conta di approvare il decreto che reinserirà la geotermia tra le fonti di energia rinnovabili che possono accedere agli incentivi. E' un provvedimento che aspettiamo da due anni".

È questo l'annuncio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha fatto ieri al Teatro de Larderel di Pomarance, nel corso del suo intervento all'iniziativa organizzata da Confapi e dalle organizzazioni sindacali per fare il punto sullo stato del settore. Una "buona notizia", a cui poi sono seguiti altri annunci da parte del governatore: "In attesa che torni a far sentire i suoi effetti, la Regione intende dare il via ad un pacchetto finanziario in grado di dare ossigeno a questo settore. A breve convocheremo a Firenze un incontro con Fidi Toscana, mondo imprenditoriale e Cosvig, il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, per mettere a disposizione di questo settore un primo pacchetto di finanziamenti a condizioni vantaggiose".

"Conto infine entro la fine della legislatura - ha proseguito Enrico Rossi - di adottare due provvedimenti, uno per trasformare il Cosvig in una vera e propria Agenzia per lo sviluppo di queste aree e l'altro per dichiarare questo territorio Distretto geotermico, così da permettere un confronto tra tutti i soggetti interessati allo sviluppo della geotermia".

Rossi ha quindi sottolineato come l'industria geotermica dia lavoro, direttamente e con l'indotto, a circa 5mila occupati suddivisi tra i 14 comuni dell'area e che "sarebbe un errore macroscopico sottovalutarne l'importanza per questa zona di cui rappresentano almeno il 50% del PIL e non possiamo permetterci di rinunciare a questa ricchezza". Dopo aver ricordato come ormai da quasi due anni la Regione ha steso un Accordo di programma che Enel ha condiviso, ma che ha deciso di non firmare finché la produzione geotermica non verrà nuovamente incentivata, il presidente Rossi ha detto che occorre poi cominciare subito a discutere cosa fare dopo il 2024, e cosa chiedere ad Enel quando scadranno le concessioni per lo sfruttamento geotermico.

"In questo territorio - così le sue conclusioni - ci sono grandi possibilità di sviluppo. Vanno garantite migliorando la qualità ambientale, recuperando la Co2 sfruttandola per usi industriali, sottoponendo alla Valutazione di impatto ambientale i nuovi impianti geotermici e migliorando il funzionamento di quelli già in funzione".

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Il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni a margine ha commentanto che "le imprese del settore geotermico denunciano una situazione economica di grave crisi legata alla ulteriore diminuzione degli investimenti di Enel Green power. Il rischio è di una catastrofe socio-economica della Val di Cecina, occorre una forte accelerazione sul decreto Fer 2 del Governo per il ripristino degli incentivi". "Dopo mesi di battaglie è arrivata questa notizia importante - ha detto la consigliera Alessandra Nardini - adesso vigileremo con attenzione affinché questo impegno venga rispettato e le risorse arrivino in tempi certi".

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