Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Inceneritore di Ospedaletto, Geofor: "Serve, l'azienda è sana"

Dopo le critiche di Ucic-Prc sul passivo di oltre 8 milioni la Geofor mostra i dati della gestione generale dal 2006 ad oggi: "Prodotti più utili e meno rifiuti in discarica o bruciati"

Dopo la denuncia di 'Una Città in Comune-Rifondazione Comunista' circa il passivo della gestione dell'inceneritore per Geofor, con 8,7 milioni di euro in rosso, l'azienda dei rifiuti risponde punto per punto alle critiche del gruppo consiliare.

"L'azienda negli ultimi sei esercizi ha sempre chiuso il proprio bilancio in utile - spiega Geofor - dimostrando di essere una società sana e produttiva, in grado anche di far fronte alle perdite circoscritte all'impianto di Ospedaletto. Prendendo in esame gli ultimi tre esercizi, gli utili sono stati i seguenti: nel 2012 l'utile netto è stato di 1.249.066, nel 2013 di 473.528, nel 2014 di 1.472.600 e possiamo anticipare che il 2015 presenterà un utile netto di circa 1,4 milioni di euro". 

Non si nascondono le difficoltà del termovalorizzatore: "Evidenziando il passivo della linea di business dell'inceneritore non abbiamo mai nascosto le sue difficoltà, stante la vetustà dell'impianto. Siamo però intervenuti con opera di manutenzione ordinaria e straordinaria per migliorarne l'operatività e potenziarne la sicurezza. Questo ha fatto sì che nel 2015 l'impianto abbia avuto un passivo di 900mila euro circa, ma nel 2016 Geofor punterà al pareggio".

Non sarebbe in ritardo nemmeno la raccolta differenziata. Analizzando la gestione dei rifiuti dal 2006 ad oggi Geofor spiega che "nel 2006 la raccolta differenziata si era fermata a 67.942 tonnellate e quella dei rifiuti indifferenziati aveva raggiunto 156.864 tonnellate. Considerando che circa 45mila tonnellate di rifiuto indifferenziato sono state mediamente smaltite con la termovalorizzazione, nel 2006 oltre 100mila tonnellate di rifiuto tal quale sono state conferite in discarica. Oggi, nel 2015 la raccolta differenziata è stata di 112.598 tonnellate (+65,7% rispetto al 2006) mentre quella dell'indifferenziato è stata di 82.749 tonnellate (-47,25% rispetto al 2006). Sempre considerando che circa 45mila tonnellate sono avviate a trattamento termico, nel 2015 circa 37mila sono andate a trattamento meccanico-biologico e quindi in discarica circa 10mila tonnellate".

Quindi in discarica ci è finito un decimo di quanto era accaduto nel 2006. "Questo vuol dire - prosegue l'azienda - minori emissioni in atmosfera, anche per effetto dell'attuale biostabilizzazione prima del conferimento in discarica, e minor consumo di territorio. E tutto ciò in costanza del funzionamento del termovalorizzatore. Quindi non è assolutamente vero che la presenza del termovalorizzatore ha inibito o ritardato le forme di raccolta in modo differenziato dei rifiuti per aumentare il loro avvio al riciclo".

"Anziché vagheggiare il 'rifiuto zero' lasciando intendere che vi sia la possibilità che non si producano rifiuti, si potrebbe perseguire l'obiettivo della 'discarica zero', ben sapendo che il trattamento termico ha una sua ragion d'essere, ad esempio per smaltire i rifiuti speciali come gli ospedalieri".

"Infine è bene ricordare che il piano straordinario adottato dall'ATO Toscana Costa prevede che entro il 2018 sia definita la nuova pianificazione per il trattamento termico dei rifiuti, e quindi sia valutata la possibilità dell'ammodernamento dell'impianto di Ospedaletto ove lavorano 37 persone, che fino ad oggi hanno assicurato che lo stesso operasse nel pieno rispetto della normativa e sotto il controllo delle autorità preposte alla vigilanza. Per concludere: Geofor ha fatto crescere la raccolta differenziata, ha smaltito meno in discarica e il termovalorizzatore, che è patrimonio pubblico, serve".

Ultima risposta sul miglioramento della differenziata: "Negli ultimi anni, l'azienda ha portato la quasi totalità del proprio territorio servito a 'Porta a Porta', ovvero lo strumento più efficace per conseguire le più alte percentuali di raccolta differenziata. Con questo sistema di raccolta, la media di bacino dei 24 Comuni serviti ha superato il 60% ed è cosa nota che alcune amministrazioni comunali hanno oltrepassato la soglia dell'80% di raccolta differenziata. Questo valore, tutto sommato, non sembra così distante da quello invocato dai filosofi del 'rifiuto zero'".

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