Cronaca

Cardellini nuovo presidente del Parco: la rabbia di Manfredi

Nel mirino del presidente uscente l''establishment' renziano regionale e versiliese: "Con questa nomina - dice Manfredi - si conclude un'operazione politico-partitica che ha avuto come unico obiettivo quello di farmi fuori"

Le dune del Parco di San Rossore (Foto d'archivio)

Sarà il 61enne Gianni Maffei Cardellini, architetto ed ex assessore all'Urbanistica di Camaiore dal '94 al 2002, il nuovo presidente del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Il decreto di nomina è infatti già stato firmato del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e nei prossimi giorni verrà 'vistato' dalla Quarta Commissione Consiliare Regionale. La conferma arriva direttamente dal presidente uscente, Fabrizio Manfredi: nonostante la sua ricandidatura per lui non ci sarà infatti alcun secondo mandato. Questa mattina, Manfredi, ha convocato una conferenza stampa per fare chiarezza sulla questione e togliersi qualche sassolino dalla scarpa. L'ormai ex presidente ne ha per tutti: dall' 'establishment' renziano, regionale e provinciale-versiliese, al governatore Enrico Rossi, e non ha risparmiato stoccate nemmeno nei confronti dell'assessore regionale all'Ambiente, Federica Fratoni, e dei sindaci dei Comuni racchiusi nel territorio del Parco.

"Con questa nomina - ha detto Manfredi - si conclude un'operazione politico-partitica che ha avuto come unico obiettivo quello di 'farmi fuori'. Nella storia del Parco sono l'unico presidente a cui è stata negata la possibilità di rimanere in carica per il secondo mandato. Spiace perchè avrei voluto continuare l'opera di risanamento intrapresa in questi anni e perchè queste decisioni sono state prese non solo sulla mia pelle, ma sulla pelle del Parco stesso. Oltretutto da persone che non conoscono minimamente e a cui nulla interessa di questa realtà".

Il primo obiettivo di Manfredi è quello che lui stesso definisce "l'establishment renziano regionale e provinciale-versiliese", il quale non avrebbe gradito l'atteggiamento tenuto dal presidente uscente nel corso delle elezioni a sindaco di Viareggio di un anno fa. "In quell'occasione - spiega Manfredi - fu imposta dall'ex commissario del Pd, Giuseppe Dati, e dal segretario del Pd regionale, Dario Parrini, la candidatura di Luca Poletti. Una scelta che io ho contestato nel merito e nel metodo perchè decisa dall'alto, senza che venissero fatte le primarie, e che poi si è rivelata fallimentare".

Una posizione che sarebbe risultata indigesta all'interno dell'area renziana del partito, la quale avrebbe poi fatto pressione su Enrico Rossi affinchè non fosse riconfermato Manfredi alla guida dell'Ente Parco. "Il Governatore - prosegue  Manfredi - ha sempre espresso un giudizio positivo sul mio operato, ma in questa situazione si è comportato in modo imbarazzante cedendo alle pressioni dei renziani e non degnandosi nemmeno di farmi una chiamata per avvertirmi di quella che era stata la sua decisione. Evidentemente lavorare bene non conta, serve di più essere fedeli a qualche 'nobile' padrino politico".

Manfredi ne ha anche per il consigliere regionale pisano, il renziano Antonio Mazzeo. "In questi giorni - prosegue Manfredi - ho letto dichiarazioni deliranti che sovvertono la realtà. Per denigrare il mio lavoro mi ha dipinto come un presidente che ha imposto troppi vincoli, frenando lo sviluppo del territorio. Ma di quale sviluppo parla Mazzeo? In questi anni abbiamo ottenuto riconoscimenti importanti come il Mab-Unesco e sviluppato diverse iniziative, tra cui l'Endurance Lyfestile, il Convegno europeo dei Parchi e tanto altro. Tutto questo in un contesto che ha visto la politica regionale tagliare continuamente fondi per l'ambiente e per i parchi. Nel caso di questo ente ho dovuto fare conti anche con i disavanzi lasciati dalla precedente gestione, che mi hanno costretto a nominare un commissario 'ad acta'. Mazzeo dimentica poi forse che il nuovo presidente, in passato, ha collaborato con Pier Luigi Cervellati al Piano territoriale del Parco: un piano territoriale che impone vincoli stringenti da un punto di vista ambientale".

Il presidente uscente non si risparmia qualche frecciata nemmeno nei confronti dei sindaci che compongono l'assemblea della Comunità del Parco. "In tutta questa vicenda - afferma Manfredi - il loro è stato un ruolo semplicemente notarile. Nessuno ha fatto sentire la sua voce per appoggiarmi in nessun modo". Manfredi attacca anche l'assessore regionale all'Ambiente, Federica Fratoni. "Una sfinge - dice Manfredi - che da quando è assessore non si è mai fatta vedere qui al Parco, nonostante le diverse richieste di incontro che le ho rivolto. Le ho inviato anche diverse lettere a cui non ho mai avuto risposta. Nessuno sa quello che pensa, è come se non esistesse".

Appena la nomina di Gianni Maffei Cardellini sarà effettiva ci sarà un incontro con Manfredi per il passaggio ufficiale delle consegne. "Me lo ha chiesto lui - conclude Manfredi - con cui ho una conoscenza decennale: ho accettato per dare un segnale di civiltà. Civiltà che è mancata in tutta questa vicenda".

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