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La visita di Napolitano: delegazione di studenti incontrerà il Presidente

Cinque universitari consegneranno al Capo dello Stato una lettera in cui esprimono tutto il loro disappunto per la situazione lavorativa, economica e dell'università pubblica

Emiliano Dovico, Simone Coduti, Michele Fortezza, Sara Giustini e Nicola Pedretti. Sono questi i cinque universitari, rappresentanti dell'associazione studentesca "Sinistra per", che domani incontreranno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso della sua visita a Pisa. Gli studenti consegneranno al Capo dello Stato una lettera per esprimere la loro condizione di disagio per la crisi globale e le difficoltà dell'università pubblica.

"Nel contesto drammatico della crisi strutturale globale - si legge nella lettera - vediamo emergere e divenire sistema una condizione di precarietà diffusa, che toglie prospettive a vasti strati sociali e accresce quegli ostacoli di ordine economico e sociale, che sarebbe compito della Repubblica rimuovere al fine di promuovere il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
"E' per questo che abbiamo scelto di essere a Roma lo scorso 15 ottobre - prosegue il testo - affiancando un intero popolo di categorie sociali colpite dalla crisi e dai provvedimenti adottati negli ultimi anni. Crediamo d'altra parte che la novità e la qualità delle istanze emerse in quella giornata non possano né debbano essere cancellate dagli inqualificabili atti di violenza, operati da una minoranza men che esigua del corteo".


Gli studenti richiamano inoltre l'attenzione del Capo dello Stato sulla drammatica situazione in cui versa l'università pubblica italiana. "Negli ultimi anni - concludono - il sistema dell'alta formazione ha subito un attacco senza precedenti, culminato nell'operato scomposto dell'attuale ministro e ispirato a un approccio ideologico teso unicamente a negare un accesso diffuso ai più alti livelli della conoscenza, a eliminare l'idea stessa di un diritto allo studio garantito dal settore pubblico e a paralizzare il funzionamento degli atenei statali, così impossibilitati ad assolvere la loro missione costituzionale di produzione e promozione della cultura e della libera ricerca". (fonte Ansa)

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