Cronaca

Giornata mondiale contro l'Aids: seguiti a Pisa 1.400 pazienti

Sono stati 250 gli studenti venerdì mattina alla Stazione Leopolda per l'appuntamento di sensibilizzazione 'Aids, tu cosa ne sai?' voluto dalla Società della Salute, l'Asl Nord Ovest e l'Aoup

Gli studenti seguono l'intervento della dottoressa Laura Del Bono

Dei 5mila pazienti sieropositivi presenti in Toscana, circa 1.400 sono seguiti a Pisa negli ambulatori dell’Unità operativa di malattie infettive dell’Aoup, uno dei centri regionali più impegnati sul fronte HIV. La Toscana, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Centro Operativo Aids, continua ad avere un tasso di incidenza della malattia più elevato rispetto a quello nazionale (7,1 per 100mila abitanti contro il 5,7 per 100mila residenti) e si colloca al terzo posto tra le regioni italiane, preceduta solo da Marche (7,2 per 100mila) e Lazio (8,5 per 100mila).

E' questo il quadro generale delineato in occasione dell'attività di sensibilizzazione svoltasi alla Stazione Leopolda per la Giornata mondiale contro l'Adis di oggi, 1 dicembre. L'iniziativa ha il nome di 'Aids, tu cosa ne sai?' ed è stata organizzata dalla Società della Salute in collaborazione con l’Asl Nord Ovest e l’Azienda Ospedaliera (e il sostegno di Croce Rossa, Associazione 'Salus' e Cooperativa 'Arnera'). Hanno partecipato oltre 250 studenti ed insegnanti provenienti dal liceo artistico 'Russoli' (di Cascina e di Pisa), da quello di scienze umane 'Carducci', dal liceo scientifico 'Buonarroti', dall’Iti 'Da Vinci', dagli Istituti 'Santoni' e 'Pacinotti', dall’Ipsia 'Fascetti', dall’Istituto Alberghiero 'Matteotti' di Pisa.

"Nella zona della Asl Nord Ovest il tasso di incidenza della Hiv è minore della media regionale (7,4 per 100mila residenti su una media di 7,6) - ha spiegato la dottoressa Laura Del Bono, infettivologa  dell'Aoup - mentre per l’incidenza dell’Aids si registra il tasso piú alto tra le tre Asl della regione (2,31 per 100mila residenti rispetto alla media di 2,06. L'età mediana al momento della diagnosi di infezione di Hiv è relativamente costante (40 anni per i maschi e 35 anni per le femmine) ma sono in aumento i pazienti che scoprono la sieropositività dopo i 50 anni".

"Numeri che raccontano la necessità di rilanciare l’impegno nella prevenzione - ha sottolineato la presidente della SdS Pisana Sandra Capuzzi - andando oltre le pur meritorie iniziative fatte sporadicamente: è importante ripartire con un lavoro capillare e costante durante tutto l’anno. Guai abbassare la guardia". Sulla stessa lunghezza d’onda il professor Francesco Menichetti, direttore dell’Unità Operativa i Malattie Inettive dell’Aoup: "Per noi clinici è motivo di grande preoccupazione la costante notifica di 3.500 nuovi casi all’anno di infezione da HIV a livello nazionale. Ciò è segno che il virus continua a diffondersi nelle varie fasce di popolazione e impone necessariamente un rilancio delle iniziative di informazione e di educazione alla prevenzione, sia a livello nazionale sia regionale, insistendo sulla opportunità di sottoporsi al test diagnostico".

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