Cronaca

Una giurisprudenza di facile accesso e 'predittiva', per una giustizia più equa e meno cause: il progetto

E' nata la prima piattaforma che, con big data e machine learning, rende possibile aggregare orientamenti e individuare prima le soluzioni delle liti. E' sviluppata dal Lider Lab dell'istituto Dirpolis del Sant'Anna

Nasce alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa la prima piattaforma di giustizia predittiva, con un progetto che mira a sviluppare una metodologia di analisi del materiale giurisprudenziale coniugando tecniche di machine learning e analisi dei big data. Sviluppi e aggiornamenti sono già disponibili sul sito realizzato dal Lider Lab (Laboratorio Interdisciplinare Diritti e Regole, con il coordinamento di Giovanni Comandé, docente di Diritto privato comparato, dell’Istituto Dirpolis _ Diritto, Politica e Sviluppo della Scuola Superiore Sant’Anna), in collaborazione con il dipartimento di eccellenza EMbeDS (Economics and Management in the era of Data Science). L'infrastruttura informatica e computazionale è in grado di "gestire flussi continui di grandi basi di dati e supportare sofisticati modelli di intelligenza artificiale per l'elaborazione e la comprensione del linguaggio giuridico", come sottolinea Daniele Licari, data scientist di EMbeDS.

Il progetto aveva preso il via nel 2019 grazie alla collaborazione tra il Lider Lab e il Tribunale di Genova, alla quale è seguita la recente stipula della convenzione con il Tribunale di Pisa per lo sviluppo di protocolli di anonimizzazione e pseudonimizzazione del materiale di carattere giurisprudenziale. Sulle potenzialità del progetto la presidente del Tribunale di Pisa, Maria Giuliana Civinini commenta: "La conclusione di questa convenzione, ritardata dall'emergenza sanitaria da Covid-19, segna un momento importante per lo sviluppo del progetto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per le prospettive della ricerca giurisprudenziale e per il nostro Tribunale. E' stato previsto l’utilizzo delle decisioni archiviate nei sistemi informatici del nostro tribunale per sperimentare e mettere in atto un programma di anonimizzazione in vista della costituzione di un archivio di giurisprudenza di merito navigabile con modalità semantiche".

"La finalità - spiega la presidente Civinini - è offrire un duplice supporto e servizio a professionisti, cittadini e giudici. Professionisti e cittadini potranno avere una migliore e più accessibile conoscenza della giurisprudenza e la possibilità di valutare la potenziale soluzione di un determinato caso, mentre i giudici potranno conseguire una conoscenza più approfondita, perché analizzabile in modo aggregato, per ragioni delle decisioni e per soluzioni, della giurisprudenza in materie sensibili come quelle relative all’assegno di mantenimento in caso di separazione e divorzio o alla liquidazione del danno alla salute. Questo consentirà di adottare decisioni più consapevoli che garantiscano e realizzino al massimo grado i principi di equità, uguaglianza di trattamento e corretta presa in considerazione delle problematiche coinvolte".   

Attraverso l’analisi realizzata dall’intelligenza artificiale, al giudice che ne fa uso sarà infatti possibile ricostruire orientamenti, tendenze comuni e prassi della giurisprudenza: "Si tratta di automatizzare e generalizzare una metodologia già sviluppata e in uso presso l’Osservatorio sul danno alla persona in materia di risarcimento del danno" commenta Giovanni Comandé, che aggiunge: "Introdurre un meccanismo di accesso arricchito semanticamente ai dati giurisprudenziali assieme alla spiegazione del ragionamento giuridico avrà un effetto dirompente per magistrati, policy maker, accademici. Scontate diventano anche le ricadute in termini di riduzione del contenzioso e possibilità di soluzioni concordate tra le parti in causa".

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