Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Lavoro, comparto giustizia: allarme sul funzionamento degli uffici

I dipendenti del settore invocano una maggiore attenzione del Governo, per sopperire alle mancanze di personale, aggiornamento professionale e rinnovo contrattuale

Gli uffici giudiziari di Pisa sono in crisi di personale da tempo e lanciano l'allarme sul funzionamento del sistema. In una comunicazione della Rsu presso il Tribunale, firmata anche dal personale della Magistratura di Sorveglianza, dell'UNEP e del Giudice di Pace, si vuole affermare "l'indignazione per come viene trattato il comparto dal Governo e dal suo Ministro".

Difficile la situazione dei lavoratori, vecchi e nuovi. "Da anni - spiega la Rsu - siamo senza rinnovo contrattuale, da anni a supplire una carenza di personale, ormai cronica, nei nostri uffici; da decenni senza l'attuazione della riqualificazione professionale, unici nel panorama Italiano". Si parla di "difficoltà in termini economici e familiari causate dalla distanza fra la vecchia e la nuova sede lavorativa, a seguito dell'accorpamento degli uffici", con la "beffa che ci troviamo a dover formare sul campo i nuovi colleghi provenienti da altre realtà lavorative".

In questo caso "a volte i nuovi non possiedono il titolo di studio relativo alla qualifica nella quale vengono inquadrati e spesso hanno uno stipendio maggiore di quello dei pari livello della nostra amministrazione o, per rispecchiare i livelli di provenienza, vengono inseriti in fasce retributive più alte di quelle del personale già in servizio negli Uffici Giudiziari che, suo malgrado, non ha mai potuto concorrere a miglioramenti retributivi".

Il personale trasferito proviene da "mobilità a seguito di abolizioni o ristrutturazione di altri Enti. Il Governo ha ben pensato di ricollocarli negli uffici giudiziari, utilizzati ormai come grande ammortizzatore sociale, svalutando la professionalità del personale della Giustizia operante da decenni in un settore che richiede alta specializzazione". A questi lavoratori va la solidarietà della Rsu: "Comprendiamo le difficoltà di inserimento in un contesto di lavoro così diverso da quello di provenienza, senza neanche l’ausilio di un corso di formazione propedeutico".

Resta la rabbia e la delusione affermano dalla Rsu: "Vogliamo una seria riqualificazione del personale operante nella Amministrazione Giudiziaria già in servizio al momento dell'arrivo dei lavoratori provenienti dall’esterno. Una riqualificazione che tuteli la dignità e riconosca la professionalità acquisita in tanti anni di lavoro svolto anche sopperendo alla carenza di personale e con l’acquisizione di competenze informatiche in continua evoluzione al fine, sempre, di dare un migliore servizio giustizia al cittadino".

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