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Tradizione e storia: svelati i gonfaloni e le bandiere delle manifestazioni storiche

L'assessore Filippo Bedini ha mostrato i nuovi vessilli che accompagneranno Pisa nel nuovo anno: il 25 marzo la città entra nel 2022

I vessilli che adornano e accompagnano Pisa e i pisani durante il lungo e ricco percorso delle manifestazioni storiche si tirano a lucido. Il lavoro avviato da diversi mesi dall'assessore Filippo Bedini, dal responsabile del magazzino del patrimonio storico Antonio Pucciarelli e dalle professoresse Gabriella Garzella e Monica Baldassarri ha ancora molta strada da percorrere, ma presenta i primi risultati in vista del Capodanno pisano del prossimo 25 marzo.

"L'operazione di ricostruzione dei vessilli e dei gonfaloni della città è stato guidato da due linee guida - spiega l'assessore alle Manifestazioni storiche - il primo è l'aderenza ai differenti periodi che hanno caratterizzato la storia di Pisa, il secondo è il rispetto delle tradizioni, intese come usi, costumi e abitudini che nel corso del tempo si sono solidificate, entrando a far parte del bagaglio culturale del territorio e della popolazione". Seguendo questo binario nella mattinata di martedì 23 marzo sono stati presentati i nuovi vessilli della città e dei suoi quartieri medievali che 'debutteranno' fra due giorni, quando Pisa e la sua gente entreranno nel 2022.

Al terrazzo situato al primo piano di Palazzo Gambacorti sventoleranno le bandiere dei quattro quartiere medievali di Pisa: Ponte (bandiera rosso vermiglio, il colore attribuito all'Imperatore e ai suoi sostenitori, i ghibellini, di cui Pisa ha sempre fatto parte, in contrapposizione ai sostenitori del Papa, i guelfi. Racchiude la zona dove adesso sorge l'Arcivescovado e dove nel Medioevo scorreva il fiume Auser, sul quale era edificato un ponte), Mezzo (strisce gialle e rosse, rappresenta la zona centrale della civitas premedievale, dove oggi insistono via Santa Maria e Borgo), Fuoriporta (sul campo rosso è stilizzata la Porta Samuel, che conduceva alla zona nordorientale della città medievale, oggi situata alle spalle della chiesa di San Michele in Borgo), Kinzica (campo rosso attraversato da una croce bianca. Rappresenta l'unico quartiere edificato a sud dell'Arno). A Palazzo pretorio invece sventoleranno i gonfaloni della città, quattro rappresentazioni che racchiudono l'intero arco temporale che va dal Medioevo all'epoca moderna: la Madonna in campo oro, l'Aquila imperiale nera su sfondo oro, la Croce pisana su campo rosso vermiglio e la Gramigna su campo rosso vermiglio.

"Le bandiere che rappresentano i quartieri medievali della città verranno utilizzati per le celebrazioni direttamente risalenti a questo periodo - commenta Bedini - desideriamo costruire un cerimoniale che fin nei minimi dettagli sia rispettoso della cronologia storica. Per cui, quando giovedì festeggeremo il Capodanno, vedremo sventolare questi vessilli, che verranno esposti nuovamente quando, mi auguro a partire dal prossimo anno, potremo assistere nuovamente alle Regate delle Repubbliche marinare e alla Luminara. Il Gioco del Ponte, nato in epoca moderna, sarà accompagnato da altri addobbi".

Con questa rinnovamento maggiormente aderente alla tradizione, il Comune punta anche ad accrescere la qualità delle rievocazioni storiche e attirare, quindi, un numero maggiore di appassionati e semplici curiosi: "Anche l'appeal turistico aumenterà" sottolinea Bedini. Le professoresse Gabriella Garzella e Monica Baldassarri aggiungono: "Il percorso di ricostruzione storica del patrimonio di costumi, vessilli e addobbi intrapreso dall'Amministrazione ha un grande valore. La scelta delle figure e dei colori, ad esempio, dei vessilli che verranno esposti giovedì 25 marzo è partita da un'attenta ricerca sulle fonti: monete, dipinti, documenti".

Il lavoro di ricostruzione del patrimonio storico "è stato pensato per dare a Pisa e ai pisani dei riferimenti visivi definiti" conclude Antonio Pucciarelli. "Infatti prossimamente porteremo in Consiglio comunale una mozione che punta a definire nel dettaglio la blasonatura delle insegne pisane: ad esempio la Croce pomettata all'interno del campo rosso dovrà avere delle dimensioni fisse, così come l'Aquila imperiale su campo oro non potrà avere forme o contorni differenti da quelli indicati nel documento ufficiale. In questo modo i simboli rappresentati sui gonfaloni e sulle bandiere saranno solo ed esclusivamente pisani".

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