Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Green Pass, altolà dei medici di base: "Da solo è insufficiente. La situazione resta pericolosa"

Luca Puccetti, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale, chiede la reintroduzione dell'obbligo di mascherina all'aperto

"Stante che il 10% circa degli ultraottantenni non è vaccinato e che tra i soggetti con età compresa tra 60 e 79 anni non si è vaccinato almeno il 20% rimangono molti gli italiani a rischio di gravi complicanze per infezione da COVID": con questa premessa, il segretario provinciale della Fimmg Luca Puccetti si addentra nell'analisi della situazione attuale della pandemia all'interno dei confini italiani.

"L’abolizione dell’obbligo delle mascherine all’aperto è una misura molto pericolosa - continua Puccetti - così come è profondamente errata la convinzione che qualunque vaccinazione che conferisca il Green Pass significhi una sicura protezione dall’infezione e dalla malattia. Soltanto due dosi con vaccino ad RNA conferiscono mediamente una protezione dalla variante delta pari all’88% mentre due dosi con vaccino a vettore virale conferiscono una protezione del 70%. Se la dose ricevuta è una sola delle due previste la protezione dalla variante delta è di appena il 35%. Con il vaccino a DNA per cui è prevista una sola dose la protezione risulterebbe mediamente inferiore al 60%. Pertanto il Green Pass non sempre significa una protezione 'sicura' specie se ottenuto dopo una sola somministrazione di vaccino. Risulta pertanto importante potenziare ed estendere la vaccinazione ma anche continuare con le misure di distanziamento, di igiene e sanificazione, di protezione individuale e di tracciamento. Quanto più il virus circola tanto più si possono sviluppare varianti ancora più pericolose ed aumentano i rischi per tutti coloro che non si sono voluti o potuti vaccinare o in cui il vaccino non ha sviluppato protezione adeguata perché immunodefedati per i più vari motivi". 

Puccetti sottolinea: "Siamo ben lungi dall’aver sconfitto il virus e queste precauzioni sono necessarie se si vogliono evitare nuove tragedie e chiusure dall’impatto devastante. Occorre pertanto vaccinarsi quanto più possibile con una schedula vaccinale completa, preferibilmente con due dosi di vaccino ad RNA. Questo perché per poter raggiungere un’immunità di popolazione, stante la grande infettività della variante delta che infetta per ogni soggetto almeno altri 6, occorre vaccinale non più il 75% della popolazione, ma almeno l’83%. Chi esita sappia che ogni persona non vaccinata con grande probabilità potrà infettarsi con la variante delta e ammalarsi e conseguentemente anche se giovane, quindi a minor rischio personale, potrà trasmettere la malattia a qualcuno dei 6 milioni di soggetti a rischio non vaccinati o in cui il vaccino non ha conferito una protezione sufficiente. Sono ancora, dunque, necessarie misure di protezione individuale e il distanziamento". 

Il segretario provinciale della Fimmg conclude: "Molto pericolosi sono per la salute pubblica i comportamenti di coloro che ritenendo di essere a basso rischio di complicanze non si sottopongono ai tamponi ufficiali prescritti dal medico ricorrendo al 'fai da te' e quindi sottraendosi al tracciamento e alle misure di quarantena o coloro che non seguono i consigli dei medici di sottoporsi tempestivamente, quando appropriato, all’unica cura efficace in fase iniziale, ossia agli anticorpi monoclonali, confidando in un'evoluzione benevola o peggio credendo all'efficacia di fantomatiche cure domiciliari del covid, che sono risultate di scarsa utilità. Se non si prenderà consapevolezza di quanto sta accadendo e se non verranno poste in essere subito misure adeguate ci aspetta un autunno molto difficile". 

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