Guide turistiche a Pisa: "Situazione tragica, perso il 90% del lavoro"

Le associazioni di categoria: "Turismo organizzato fermo al palo". A pesare la situazione internazionale legata al Coronavirus e incertezze normative: "Il Comune cancelli la tassa sui bus turistici"

Una situazione "tragica" con alcuni piccoli segnali positivi rappresentati dal settore dell'escursionismo ambientale e da quello del turismo individuale, soprattutto di prossimità. Fermo al palo, invece, il turismo organizzato ed internazionale, ed in particolare, complice la pandemia, quello asiatico, statunitense e sud-americano, che rappresenta il grosso del mercato. Il tutto con prospettive negative anche per i prossimi mesi, con i primi cenni di ripresa che, nella migliore delle ipotesi, potranno verificarsi non prima del 2021.

E' la situazione descritta dalla guide turistiche pisane. "Registriamo un calo degli affari del 90%", afferma Alessandra Aleppo presidente di Agt Pisa, associazione di categoria che conta "una cinquantina di associati tra le guide turistiche della provincia". A pesare la situazione internazionale legata al Coronavirus, ma anche le "incertezze normative". "Ad esempio - spiega Aleppo - ogni regione ha una sua normativa per quanto riguarda la capienza dei pullman turistici. Per cui è possibile che un mezzo parta da una regione con un tot di persone a bordo e che quando arrivi in Toscana non sia in regola perché ne contiene troppe rispetto al distanziamento sociale previsto per il Coronavirus".

Luoghi nascosti, escursioni in natura e prodotti tipici: si riscopre il turismo di prossimità

A questo si aggiunge il fatto "molte attrazioni cittadine e della provincia, in particolari quelle statali, sono ancora chiuse, ad esempio la Certosa di Calci, ma anche il Museo di San Matteo o Palazzo Reale". Altra incertezza è legata al cosiddetto 'check point', la tassa che pagano i pullman turistici per entrare in città e che ha un importo, in alta stagione, di 200 euro al giorno per i pullman di grandi dimensioni e di 134 per quelli di piccole dimensioni. "Una città come Lucca - prosegue Aleppo - ha deciso di cancellarla fino alla fine del 2020. Abbiamo chiesto un provvedimento simile con una lettera inviata all'amministrazione comunale, che non si è degnata nemmeno di darci una risposta. E' chiaro che si tratta di una tassa che va ad incidere sul costo che deve sostenere il turista per fare una vacanza a Pisa e che una sua cancellazione andrebbe ad incentivare la ripresa di un certo turismo organizzato. Un'altra richiesta che abbiamo avanzato è stata quella di istituire una navetta che permetta di trasportare i turisti in centro città".

Richieste sostenute anche da Antonella Cinini, presidente Confguide ConfcommercioPisa. "La situazione è complicata - afferma - e le vicende internazionali si ripercuotono a cascata sul turismo e l'economia della città. Sicuramente cancellazione del check point e i trasferimenti dal parcheggio di Pietrasantina al centro città sono misure importanti per stimolare un minimo di ripresa. Bisogna anche considerare che i turisti con cui lavoriamo sono principalmente anziani. Serve poi sviluppare anche un sistema integrato di eventi cittadini, in modo da richiamare in città il turismo di prossimità". Anche per la presidente di Confguide Confcommercio le previsioni non sono rosee. "Al momento il turismo organizzato è fermo. Qualcosa potrebbe ripartire nei prossimi mesi per quanto riguarda le navi da crociera. Poi ogni guida ha un po' un suo target, ma in generale la situazione non è certo positiva".

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Una quadro confermato anche da David Di Giacomo di Federagit Pisa, il sindacato delle guide turistiche di Confesercenti. "Molti di noi - afferma Di Giacomo - non lavorano da novembre e sono quindi a reddito zero da mesi. A Pisa il turismo è stagionale e lavoriamo soprattutto nel periodo marzo-ottobre. La situazione è tragica perché al momento è tutto fermo per quanto riguarda il turismo organizzato e lo sarà probabilmente anche nei prossimi mesi. Si sta assistendo a dei timidissimi segnali per quanto riguarda il turismo individuale italiano ed europeo, ma sono numeri che comunque non ci permettono di lavorare. Vedo invece un bel fermento per quanto riguarda le guide escursionistiche ed ambientali, forse perché la gente dopo il lockdown ha voglia di stare all'aria aperta in sicurezza".

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